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Calcio serieC, Rosafio lancia la sfida: «Alla Reggiana per tentare di tornare subito in serie B»

Roberto Tegoni
Calcio serieC, Rosafio lancia la sfida: «Alla Reggiana per tentare di tornare subito in serie B»

Ieri la presentazione del trequartista-seconda punta: «Faccio tanti assist, ma ora lavoro per fare anche più gol»

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Roberto Tegoni

SCANDIANO. Testimonial migliore non potevano trovarlo. Nella sede di Arceto della Euro Assistance Group, azienda di riferimento nel settore della movimentazione per corsie strette per l’immagazzinamento merci, è stato presentato Marco Rosafio, nuovo ingaggio della Reggiana. Testimonial ideale, dicevamo, perché come l’azienda che commercializza carrelli che lavorano nello stretto, così si potrebbe dire dell’attaccante ex Cittadella: mancino, brevilineo, capace di creare superiorità numerica, amante degli assist e, appunto, grazie ad una buona tecnica, capace di muoversi anche in spazi limitati.

«È vero, inizialmente aspettavo che arrivasse qualche richiesta dalla Serie B – rivela lo stesso Rosafio – Tuttavia le situazioni che mi si sono presentate non mi convincevano e piuttosto che rischiare la retrocessione, ho preferito andare in una grande piazza come la Reggiana per provare a vincere il campionato».

Le sue origini: nasce in Svizzera e poi?

«Sono nato in Svizzera (Coira, ndc) per motivi di lavoro dei miei genitori. Lì sono rimasto fino ai 9 anni, poi per problemi legati alla salute di mia madre ci siamo trasferiti a Santa Maria di Leuca».

Con quale spirito scende in Serie C?

«Prima di questi due anni col Cittadella, ho masticato tanta Serie C. So che è un campionato completamente diverso, in cui serve uno spirito diverso che io penso di avere in ogni occasione. Non ho paura di quest’aspetto. Per me scendere in C non è una retrocessione, è uno stimolo per cercare di fare meglio che negli anni passati».

La descrivono come un giocatore capace di mandare in gol gli avversari, bravo a saltare l’uomo, ma forse con pochi gol nelle gambe. Si rivede?

«Le statistiche parlano chiaro: ho fatto più assist che gol in carriera. Da attaccante sto cercando di migliorare in questo aspetto. È un’attitudine, una mia caratteristica, preferire un assist piuttosto che puntare la porta. Posso solo migliorare e spero che già quest’anno possa fare qualche gol in più».

Qual è la sua posizione preferita in campo?

«Negli anni ho ricoperto più ruoli: trequartista sia a uno che a due, esterno destro, seconda punta, mi sono sempre adattato».

In Serie C sarebbe sceso solo per ambizioni importanti. La società le ha “promesso” qualcosa sotto questo punto di vista?

«A livello di rosa, la Reggiana può puntare a vincere il campionato. Non sarà facile, affatto. Troveremo tante squadre che proveranno a difendersi per ripartire in contropiede».

Siete sei attaccanti in organico. La competizione non manca…

«Tutti giocatori che negli anni hanno dimostrato di valere la categoria. Ci giocheremo il posto».

Venturato, intervistato dalla Gazzetta, ha detto di lei: “un giocatore dotate di un importante spessore morale”. Si riconosce?

«Non so a cosa si riferisse in particolare (sorride, ndc), però nello spogliatoio sono uno che scherza, ama fare gruppo e in allenamento sono uno che non si risparmia».

Qualche compagno di squadra della Reggiana l’ha convinta a scegliere questo club?

«Prima della firma avevo sentito Camigliano, con me al Cittadella l’anno scorso, e Luciani, con cui avevo giocato a Monopoli, che mi inviava i videomessaggi per convincermi. Il resto della squadra lo conoscevo e vedendo la rosa non ci ho dovuto pensare molto».

Lo scorso febbraio la Reggiana vinse a Cittadella 3-0. Si sarebbe aspettato questo tracollo?

«Ero rimasto impressionato e pensavo che la squadra si sarebbe salvata senza problemi. Nel calcio ci sono momenti in cui non “gira”».

Vestirà la maglia numero 7.

«Il mio numero fortunato».

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