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la svolta clamorosa 

Lazzaretti torna a Carpi e porta in dote la Correggese

Con il titolo sportivo dei biancorossi, l’imprenditore si prenderebbe la società appena fallita facendola ripartire dalla D

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CORREGGIO. Una rivincita personale più che una strategia imprenditoriale. Così si spiega, almeno adesso sulla base delle indiscrezioni (tante) e delle dichiarazioni ufficiali (poche e molto caute), la mossa di Claudio Lazzaretti, vulcanico presidente della Correggese, pronto – secondo i ben informati – a tornare al primo grande amore calcistico, ovvero la squadra della cittadina in cui lui ha visto i natali. Il Carpi 1909 non esiste più, fallito e di conseguenza escluso dal calcio professionistico. Ma grazie a Lazzaretti potrebbe, se non proprio risorgere, quantomeno ripartire. E ripartire addirittura dalla serie D. È questa l’idea che balena in testa a Claudio Lazzaretti, non nuovo a iniziative clamorose, prese quasi sempre d’istinto come quell’anno in cui – stanco di cambiare allenatore della Correggese – decise che forse si faceva prima a cambiare quasi tutta la squadra. E così fece, dando il benservito a una decina di giocatori e sostituendoli con altrettanti atleti.

Invero, in questa vicenda sembra esserci di più di un semplice moto d’impeto. Chi conosce Lazzaretti non può far a meno di ricordare come una scalata alla società Carpi, Lazzaretti l’avesse già tentata, all’epoca della gestione Salami, quando in polemica con gli altri soci se ne andò sbattendo la porta. Ora tornerebbe da salvatore della patria e – particolare non di poco conto – lo farebbe praticamente a costo zero.

Invero, anche se nessuno lo conferma, che Lazzaretti stesse pensando a questa operazione lo proverebbero le voci circa un vero e proprio progetto che nellee intenzioni dell’imprenditore carpigiano doc, titolare dell'azienda di labeling Texcart, punterebbe alla creazione di un polo calcistico che tenesse insieme Correggio e Carpi. E proprio qui – sul tema del tenere insieme, iniziano i problemi. Se infatti, almeno per il primo anno sarà quasi impossibile che la nuova squadra nata dalle ceneri del Carpi dismetta completamente il nome Correggese (l’idea è quella di un doppio nome Carpi-Correggio, più consono a una uscita a autostradale che non a una squadra di calcio) per il resto è decisamente improbabile che resti altro della Correggese a Correggio. Inizialmente l’idea di Lazzaretti era di spostare al Cabassi l’attività della prima squadra, tenendo al Borelli le giovanili, ma il gelo della sindaca di Correggio, Ilenia Malavasi rende molto in salita questo percorso.

Per un sindaco freddo ce n’è uno che non vede affatto male l’avvento di Lazzaretti. Ed è Alberto Bellelli, primo cittadino di Carpi secondo cui «la scelta di Lazzaretti determinerebbe un fatto nuovo, fuori scala rispetto alle altre alternative. In questo momento avrebbe alcune prerogative importanti: assicurerebbe la Serie, si tratta di un imprenditore carpigiano stimato e conosciuto, che sa far calcio come dimostra il curriculum, infine porterebbe un vantaggio competitivo in termini di tempi e risorse, cosa non secondaria, perché non si partirebbe da zero costruendo un organico in pochi giorni. La disponibilità manifestata da Lazzaretti è un punto di partenza davvero molto importante e in un momento in cui non c’era nulla di scontato mi sembra una grandissima occasione».

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