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Aimo Diana pensa già controcorrente «Il Modena? Meglio incontrarlo subito»

massimo sesena
Aimo Diana pensa già controcorrente «Il Modena? Meglio incontrarlo subito»

L’allenatore granata commenta il girone e il calendario della Reggiana 

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l’intervista

massimo sesena

Nessuna sorpresa. E nessuna scusa. Il giorno dopo la pubblicazione del calendario del girone B della serie C, Aimo Diana non ha alcuna intenzione di sprecare energie su eventuali polemiche per ciò che poteva essere e non è stato. Non è questo il tempo. Piuttosto, questo è il tempo di lavorare per farsi trovare pronti per quando – presto – dalle parole si passerà ai fatti. «Sì – esordisce l’allenatore granata – il girone è complicato, ma me lo aspettavo, sapevo che poteva uscire questo tipo di raggruppamento».

Anche con le tre retrocesse tutte nello stesso girone?

«Per la verità non è soltanto la questione delle tre retrocesse. Penso che sia un girone complicato anche dal punto di vista logistico, non solo per il valore tecnico delle squadre. E quando penso alle squadre, credetemi, non penso soltanto alle tre retrocesse o al Modena...».

Chi altri teme?

«Non mi fido della Viterbese, voglio vedere cosa combina il Siena e anche il Cesena credo possa essere protagonista...».

Il ds Tosi ha parlato di girone difficilissimo. E il presidente Salerno ha puntato l’indice sul calendario...

«Sul girone ho già detto come la penso, quanto al calendario... Sì, avremmo potuto esordire in trasferta e mi spiace se i nostri tifosi dovranno venire allo stadio di lunedì sera nel match d’esordio. Ma al di là di questo credo che sia un calendario equilibrato e poi se vuole sapere la mia...».

Non dirà anche lei che prima o poi bisogna incontrarle tutte...

«No, anche se è innegabile. Intendevo la mia sul derby alla seconda giornata...».

Dica, mister...

«Personalmente preferisco che le partite sulla carta difficili arrivino all’inizio. Per esperienza so che le squadre piccole partono spesso a spron battuto, mentre quelle teoricamente più forti ci mettono più tempo a trovare la condizione».

La preparazione come procede?

«Bene. Sono soddisfatto, soprattutto per come stanno lavorando i ragazzi. Stiamo puntando molto sul potenzimento fisico, perché quando hai gamba anche la tattica è più facile da assimilare».

Quando conta di vedere la vera Reggiana?

«Spero sia pronta per la prima di campionato. Purtroppo è saltata l’amichevole con il Brescia che avrebbe dato indicazioni. Non mi aspetto nulla dal risultato dell’amichevole di venerdì con il Lecco».

Il mercato può dirsi concluso o si aspetta qualcosa dal ds Tosi?

«In questo momento ho 25 giocatori e devo dire che non mi manca nulla. Stiamo lavorando bene con grande impegno da parte di tutti i ragazzi».

A proposito di lavoro quiotidiano. Il suo predecessore era fissato con la qualità del campo di allenamento. Lei come si trova a Cavazzoli?

«Direi bene. Tenga conto che non ho mai allenato a Camp Nou e quindi so come va il mondo...».

Cosa intende dire?

«Che sono consapevole che sono in serie C e che comunque la Reggiana è tra le società meglio organizzate che io abbia incontrato in questa categoria. Capisco anche le legittime aspirazioni di ognuno, ma queste devono crescere quando si passa di livello».

Eppure negli annni scorsi per tanti infortuni si è data la colpa al campo.

«Eh – sorride – ma fa parte del nostro mestiere: ci attacchiamo a tutto. Scherzi a parte, probabilmente qualche problema arriverà con l’inverno e in quel caso dovremo poter disporre di un campo in sintetico. Ma so che la società è al lavoro su questo fronte».

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