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«Io resto a Correggio e spero che il presidente faccia come me»

mara bianchini
«Io resto a Correggio e spero che il presidente faccia come me»

La bandiera. Tra la passione per il calcio e il volontariato Ivo Davolio è una delle figure storiche della Correggese 

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l’intervista

mara bianchini

La decisione di Claudio Lazzaretti di spostare la Correggese e il suo titolo di serie D a Carpi ha portato un po’ di scompiglio sia nella tifoseria sia tra coloro che proprio nella Correggese hanno vissuto parte della loro carriera. Ma la Correggese èì fatta anche dei numerosi volontari che da anni seguono le sorti della propria squadra del cuore.

Tante infatti le persone, perlopiù pensionate, che seguono la squadra biancorossa sia in trasferta sia nella gestione quotidiana della struttura. Uno di questi, da ormai tanti lustri, è Ivo Davolio, da anni tra i principali volontari che seguono la Correggese e si occupano anche degli aspetti pratici legati alla gestione del lo stadio Borelli.

Ivo , qual è la sua opinione su questa vicenda?

«Siamo molto dispiaciuti per questa decisione – spiega Davolio – ma comprendiamo anche il presidente Claudio Lazzaretti. È di Carpi ed è naturale che voglia fare qualcosa per la sua città. Per la Correggese ha fatto tanto e se non fosse stato per Lazzaretti non avremmo mai visto il calcio che abbiamo vissuto in questi undici anni e nonostante sia molto rammaricato per questa decisione, la comprendo».

Qual è il rammarico più grande?

«Che sparisce la Correggese e con lei settant’anni di storia. Io sono cresciuto con la Correggese, vi ho giocato, sono stato un dirigente, un tifoso e da pensionato sono diventato un volontario. Per cui mi dispiace che se ne vada via da qua». Non sparirebbe ma si sposterebbe a Carpi. «Io sono di Correggio e ci terrei a vederla a Correggio non a Carpi. Lo so che è campanilistico ma chi come me è nato con questa fede non cambia».

Avete avuto un incontro con la società?

«Si nel tardo pomeriggio di lunedì ci siamo riuniti e abbiamo parlato con la società. Ci hanno detto che al momento non c’è nulla di certo o confermato perché il presidente non ha ancora deciso nulla. Io mi auguro decida di rimanere a Correggio poi farà le sue valutazioni. Per noi Lazzaretti è stata una manna dal cielo e questo ci tengo a ribadirlo perché è arrivato in un momento delicato della nostra storia e durante la sua gestione la Correggese ha raggiunto picchi che mai si sarebbe sognata. Abbiamo visto un bel calcio, sofferto per le partite ma abbiamo sognato e anche tanto. Claudio è una grande persona e se prenderà questa decisione avrà comunque il nostro affetto e la nostra stima. Poi il rammarico rimane ma non deve distogliere l’attenzione su una persona che per la Correggese ha fatto un lavoro immenso».

Ma lei e gli altri volontari che dedicate tanto tempo alla Correggese e al Borelli sareste disposti a spostarvi a Carpi?

«Io parlo per me: dico no. Ormai ho una certa età ed è meglio che pensi a fare altro. Per gli altri non posso parlare da quello che ho sentito non mi pare di aver colto grandi pareri favorevoli rispetto all’idea di seguire Lazzaretti in questa avventura. Come dicevo c’è anche una buona dose di campanilismo in questa storia: siamo di Correggio e se facciamo qualcosa lo facciamo per la nostra cittadina».

Il Borelli rimarrebbe vuoto dunque?

«Non credo ma sinceramente non so chi potrebbe subentrare. L’Athletic Correggio che è stata promossa in Prima Categoria ha fatto la fusione con la Virtus Mandio e dunque potrebbero utilizzarlo loro. Però è una mia supposizione».

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