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Senza l’okay del sindaco, Lazzaretti rischia

M.S.
Senza l’okay del sindaco, Lazzaretti rischia

William Punghellini: «Mossa avventata, senza il parere del primo cittadino di Correggio, la Federcalcio non darà via libera»

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CORREGGIO. Più istinto che ragione, più passione che calcolo. Chi conosce Claudio Lazzaretti non è certamente caduto dalle nuvole leggendo che l’imprenditore carpigiano vorrebbe portare la Correggese a Carpi. Di più: il suo piano è quello di una sorta di “trasfusione” della Correggese sul corpo ormai senza vita del Carpi Calcio, 112 anni di storia finiti sotto un mare di carte bollate.

Nessun colpo di sole, dunque e nemmeno un colpo di fulmine: sempre coloro che conoscono bene il titolare della Texcart fanno notare che Lazzaretti, prima di fare la fortuna della Correggese aveva provato a prendere il timone del Carpi, ma gli era andata male e se n’era andato sbattendo la porta. Così, oggi, con il Carpi rimasto fuori dal campionato di C per i guai dell’ultimo anno di gestione, a Lazzaretti non sembra vero poter tornare alla sua cittadina natale con gli onori che di solito si tributano al salvatore della patria.

Invero, a Correggio, tutti vogliono bene a Lazzaretti: perché lo hanno visto mettere soldi, impegno, passione per portare la sua squadra più in alto possibile. Gli vogliono tutti bene al punto da “ballare” tra la speranza che ci ripensi, che cambi idea e la comprensione per la sua scelta di tornarsene a casa.

GIOCHI ANCORA APERTI

Ora, fermo restando che al momento, con Lazzaretti ancora ufficialmente in ferie, tutto è ancora possibile, qual è oggi lo stato dell’arte di questa incredibile vicenda?

Secondo William Punghellini – reggiano, ex consigliere nazionale della Figc nonché ex presidente interregionale della Lega nazionale dilettanti – gli ostacoli che si frappongono al coronamento del sogno di Lazzaretti sono più di uno. «Innanzitutto – dice Punghellini – non ci sono i tempi tecnici nè per una ipotetica fusione, nè per un cambio di sede, a meno che non sia il presidente Federale a concedere una deroga, ma anche in questo caso, occorre seguire ciò che dice la normativa in materia. E la normativa è molto chiara in materia, soprattutto per quello che riguarda il calcio dilettantistico». Punghellini sottolinea come la norma stabilisca che il titolo sportivo non possa passare di mano come se fosse una proprietà privata. «Il titolo sportivo appartiene alla comunità. È il motivo per cui, una volta che sono scappati tutti, ora ad occuparsi del Carpi resta il sindaco Bellelli. Ecco perché, sull’ipotesi del cambio di sede della squadra l’ultima parola spetta al presidente federale, sentito il sindaco».

GRANE PER SINDACI

E per sindaco si intende il primo cittadino di Correggio, Ilenia Malavasi. Che per inciso, se volesse potrebbe dar vita a un braccio di ferro con Lazzaretti, anche se da una posizione comunque di debolezza. Vediamo perché. È vero infatti che per come si sta evolvendo la vicenda, i tempi per un passaggio senza traumi, magari attraverso una fusione,sono ampliamente scaduti. Non a caso, tra le voci che circolano sul progetto di Lazzaretti, una ricorrente è quella sul nome della squadra che riassumerebbe insieme anche quello della Correggese che è la società ancora titolare di una matricola Figc. Ma sia per questo nuovo nome sia per il cambio di sede servono motivazioni da portare sul tavolo del presidente federale che decide dopo aver sentito il sindaco.

Il tifoso della Correggese che vuol vedere ancora Landi & C. al Borelli esulta. Ma non dovrebbe, perché a quel punto Lazzaretti potrebbe comunque lasciare la Correggese al suo destino, ovvero nelle mani del sindaco Malavasi e presentarsi così – quasi a mani vuote – all’altro primo cittadino, Bellelli che, al di là dell’endorsement già espresso per l’imprenditore, dovrebbe comunque lanciare un bando. E quand’anche Lazzaretti uscisse vincitore di questo bando dovrebbe comunque sottoscrivere una fidejussione da 300mila euro.

Tutto questo mentre, a pochissimi chilometri di distanza, Ilenia Malavasi sarebbe chiamata alla ricerca di cordate e cavalieri bianchi pronti a rilevare la società.

Alla fine non resta che attendere che sia lo stesso Lazzaretti scopra tutte le sue carte e dichiari le proprie intenzioni.

M.S.

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