Mister Siligardi «Il Montecchio costruito per vincere»
MONTECCHIO. È stato un bomber e ora ha il compito di portare il Montecchio ai vertici del campionato di Promozione. Simone Siligardi è pronto a questa sfida che avrebbe già voluto giocare l’anno scorso, ma il blocco dei campionati glielo ha parzialmente impedito. «Avevamo tutti una gran voglia di ricominciare e da lunedì siamo tornati in campo - spiega il tecnico -. Mi è mancato il rapporto coi ragazzi e con gli altri allenatori. Dopo una pausa così lunga regna l’incertezza sulle reazioni della squadra ai carichi di lavoro, all’abitudine all’allenamento e all’approccio alle gare, ma siamo felicissimi di essere ripartiti».
Avete fatto alcuni acquisti senza stravolgere l’assetto dellala passata stagione. Ci parli dei nuovi .
«Abbiamo deciso di non stravolgere la squadra perché eravamo convinti di aver costruito un organico importante. I ragazzi si sono dimostrati meravigliosi per aver espresso il loro desiderio di rimanere. I nuovi arrivi sono pochi ma mirati: abbiamo preso Eduardo Borrelli, classe 2003, un giovane portiere di grandissime prospettive che è passato dalla Reggiana al Parma, per poi giocare l’anno scorso nella Juniores del Colorno. Avendo fatto la scelta di puntare sul giovane in porta, Borrelli rappresenta un’ottima soluzione e con Martini ci garantirà qualità nel ruolo. È inoltre rientrato Cristian Reggiani, di proprietà del Montecchio, dopo un paio di campionati fuori: ha qualità fisiche e tecniche per ritagliarsi i suoi spazi in Promozione e a mio avviso sarà una delle sorprese positive di questa stagione. Jacopo Oliomarini non ha invece bisogno di presentazioni: c’è stata l’occasione di prenderlo e non ce lo siamo lasciati scappare».
Avete iniziato la preparazione sarete al top per l’inizio della stagione?
«In un anno e mezzo abbiamo giocato solo un paio di mesi. Avere iniziato il 9 agosto ci permetterà di preparare i ragazzi adeguatamente».
Quanto sarà difficile ottenere il massimo risultato possibile in un campionato con sole 14 squadre?
«Sarà difficilissimo, è inutile negarlo: un girone da 14 squadre prevede 26 partite invece di 34, quindi coloro che hanno ambizioni di vertice non possono permettersi errori. In un girone tradizionale, in passato, coloro che hanno vinto hanno magari perso al massimo cinque o sei partite, mentre, con 14 squadre chi vuole vincere non può concedersi oltre due o tre sconfitte nell’arco dell’intera stagione».
Chi saranno le antagoniste del Montecchio?
« Fabbrico e Scandiano sono fortissime. Farà parlare di sé il Guastalla: conosco l’allenatore, l’organico e so che c’è grande entusiasmo. Il Brescello, dopo l’inizio disastroso dell’anno scorso, vorrà riscattarsi.
Il nuovo sintetico è ormai pronto. Quanto sarà importante?
«Tantissimo. Con la prima squadra, abbiamo però deciso di fare la preparazione al Notari, su erba, che è in ottime condizioni. La nuova struttura, però, sarà uno strumento indispensabile, visto che nel periodo invernale non ci fermeremo mai».
Ci parli dei giocatori che ha confermato: quali sono i punti di forza?
«Abbiamo scelto dei ragazzi che conoscevamo bene: Margini, Guareschi, Longhi, Fornaciari, Attolini, Bedotti, Blotta e via dicendo; a molti di loro è capitato di vincere dei campionati e quasi tutti hanno esperienza. Lo stesso Scarpa è un giocatore di grandissimo spessore. Nella nostra rosa non ci sono molte vie di mezzo: abbiamo i trentenni e i ventenni, quindi giocatori esperti che insegneranno agli altri a stare in campo. Per primeggiare, infatti, servono cuore, piedi e polmoni, ma la testa, l’esperienza e il nostro pragmatismo saranno gli elementi che ci permetteranno di fare la differenza».
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