Reggiana, Doriano Tosi: «Non esiste un caso Varone. La decisione del mister Diana è legittima»
Il direttore sportivo granata getta acqua sul fuoco dopo la decisione di escludere il centrocampista dall’amichevole a Lecco
REGGIO EMILIA. «Non c’è alcun caso Varone, è stato un provvedimento preso dall’allenatore nell’ambito della gestione del gruppo, come è nella logica che sia».
La Reggiana vuole riportare l’episodio che ha visto il centrocampista Ivan Varone escluso dall’amichevole a Lecco nella sua giusta dimensione. Una scelta del tecnico Aimo Diana in relazione all’atteggiamento manifestato dal giocatore in allenamento. Un provvedimento da “buon padre di famiglia” e soprattutto da gestore di un gruppo di 25 giocatori.
«Ha fatto benissimo – sottolinea il direttore sportivo Doriano Tosi – sono decisioni che rientrano nell’ambito della sua gestione».
Decisione riconducibile solo all’episodio di gioco accaduto giovedì mattina o c’è qualcosa d’altro?
«Solo quell’episodio. Chiunque si permette una reazione spropositata e mette fuori gioco un compagno di squadra, viene punito. Capita così dalla serie A alla Terza Categoria. Non vedo nulla di strano».
È stato un gesto frustrazione?
«Non lo so ma credo che siano cose che accadono ma che non posso essere accettate. Se perdi un contrasto non puoi fare un intervento cosi’duro e scomposto nei confronti di un tuo compagno».
L’aspetto che fa discutere è che il protagonista di questo episodio sia stato Ivan Varone, un giocatore che ha più volte manifestato la volontà di lasciare la Reggiana per mantenere la serie B?
«Non posso vietare ai tifosi di avere questi pensieri o ai giornalisti di fare dietrologia. Non posso farci niente. A questo “gioco” debbo starci. Capisco che se capita a Varone nascono più sospetti rispetto a un neo-acquisto, ma io lo ricollego solo a un episodio. Forse è un periodo in cui è poco tranquillo. Può darsi che nell’occasione abbia perso la bussola».
La sua posizione in termini di mercato è cambiata?
«Non abbiamo richieste. Non inseguo i desideri dei giocatori perché nella vita bisogna anche confrontarsi con la realtà e oggi la realtà non prevede nulla di concreto. C’è solo la volontà del giocatore che trasmette ai suoi procuratori: “Cercate una serie B”. Logico che non posso escludere che da qui al 31 agosto lo scenario possa cambiare, ma al momento siamo nella stessa situazione di un mese fa».
Venendo al campo: qual è la sua considerazione dopo l’amichevole di Lecco?
«È stata la classica partita di pre-campionato. Diciamo che non ci siamo sintonizzati bene con l’avversario e il Lecco ha fatto una partita energica e cattiva. Ma pur sconfitti resta un confronto utile. Queste partite, soprattutto in trasferta, ne troveremo tante per non dire che saranno tutte così. È stato un confronto salutare per farci ricordare quale campionato dovremo affrontare».
Si può parlare di una Reggiana che ha giocato poco senza palla, sia per il caldo sia una condizione atletica ancora approssimativa?
«È anche vero che a noi piace giocare con la palla tra i piedi. Nel primo tempo siamo stati meglio noi. Nel secondo tempo ha fatto meglio il Lecco. Allo stesso tempo è doveroso rimarcare che il caldo, il campo stretto e la mancanza di brillantezza hanno inciso. Il mister ha voluto dare minutaggio a diversi giocatori che hanno pagato dazio. Nella nostra preparazione al campionato ci manca la partita col Brescia per avere più brillantezza, ritmo e intensità. Per questo motivo mercoledì giocheremo una partita contro una squadra di Eccellenza».
Luca Zamparo non è parso in fiducia?
«Non so cosa significhi questo concetto. Ci sono ragazzi che sprizzano gioia a prescindere, lui no. Da quando lo conosco sembra sempre triste e questo non lo aiuta, ma fa parte della sua personalità».
Forse avrebbe bisogno dell’incoraggiamento dei tifosi e di un gol?
«È così anche quando fa gol».
Scelta voluta quella di avere difensori di stazza?
«L’abbiamo pensata così tenendo conto che in mezzo al campo non abbiamo dei gigante e che i “rapidi” che giocano in avanti concedono molto sulla palle alte. Volevamo giocatori che sapessero reggere i duelli aerei anche sui calci piazzati. Abbiamo lavorato tanto su questo reparto che era quello che lo scorso anno mi piaceva meno».
Igor Radrezza sta cambiando ruolo: sempre più “tuttocampista” che trequartista offensivo.
«Sono sempre più convinto che lo dobbiamo abbassare a centrocampo anche se è vero che da mezzala deve inserirsi per la fase offensiva».
A livello numerico è un organico completo?
«Adesso siamo a posto, sperando che non si faccia male nessuno».
Il giovane Chiesa sarà confermato?
«Sì, la prossima settimana lo tesseremo».
Sta discutendo anche i rinnovi di contratto?
«Adesso è presto. Dopo il 31 agosto faremo una valutazione che poi troverà uno sbocco a settembre».
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