Reggio-Lituania un’asse magica
Olisevicius, ala della Unahotels, sulle orme dei campioni «Slanina, Kaukenas e i Lavrinovic per noi sono leggende»
Linda Pigozzi
reggio emilia. Dici Lituania e pensi a un campione.
L’associazione s’innesca in modo automatico nella mente dei tifosi biancorossi e non potrebbe essere altrimenti.
Se il gettonaro Kieza non ha di sicuro lasciato ricordi indelebili, Donatas Slanina, Rimas Kaukenas, Darjus - ma pure il gemello Ksystof - Lavrinovic hanno scritto a lettere d’oro la storia della Pallacanestro Reggiana.
Il “clan” lituano ha colpito al cuore la Reggio dei canestri, non solo per quanto espresso sul campo.
Per mentalità in gara e allenamento, e comportamento fuori dalle arene, i giocatori arrivati dai freddi baltici hanno dimostrato valori straordinari.
I motivi?
«Il basket è semplicemente lo sport numero uno in Lituania. Tutti sanno giocare a basket, qui lo chiamiamo “la nostra seconda religione”. Per questo motivo anche io, come tutti i lituani, amiamo questo sport: la pallacanestro rappresenta la nostra vita» spiega Osvaldas Olisevicius, ala 28enne di Vilnius, nuovo acquisto della Unahotels che sbarca in Italia carico di ambizioni e speranze.
«Cosa porto in dote a Reggio dai campioni lituani del passato? Mi hanno dato tantissimo. Su tutti Karnisovas e, ovviamente, Sabonis. Il principale insegnamento che ho colto dai campioni lituani è stato questo: non importa di dove sei, se vieni da un piccolo paese, se credi in te stesso e dai tutto allora puoi guardare al futuro con grande fiducia e puoi realizzare i tuoi sogni».
«In Lituania - insiste - giocatori come Slanina, Kaukenas e i Lavrinovic sono leggende. Per me è davvero un onore rappresentare la stessa squadra italiana dove loro hanno giocato».
E proprio Darjus Lavrinovic qualche settimana fa ha consigliato a Osvaldas di accettare l’offerta pervenutagli dallo staff reggiano che l’ha tenuto d’occhio nell’ultima stagione giocata in Germania con il Bayreuth.
«Darjus - sorride Olisevicius - mi ha parlato della città, della società, dell’organizzazione e dei tifosi. Mi ha semplicemente detto “Vai a Reggio e non te ne pentirai».
In casa Unahotels le aspettative sono elevate e lui, nuova ala piccola titolare del team, non sembra minimamente intenzionato a deluderle.
«Per descrivermi, il mio allenatore in Germania diceva che sono un “all around”: so fare bene tante cose. Mi sento un giocatore completo che può fare quello che serve alla squadra per vincere», chiarisce.
Svezzato in patria nel Pieno Zvaiczdes, dove è tornato poi nel 2018 dopo una parentesi di dieci gare nel Wurzburg, Olisevicius ha quindi vestito i colori del team lituano del Neptunas e ha ben chiaro come si stia evolvendo il basket a nord est.
«Il gioco - spiega - si sta evolvendo un po’ dappertutto. E anche nell’Est Europa i risultati si vedono: i miglioramenti sono sotto gli occhi di tutti, il livello dei campionati è in crescita e in ogni nazione ormai ci sono club di alto spessore».
Differenze con il basket italiano?
«Difficile per me dirlo adesso, visto che non ho mai giocato in Italia quindi credo che tra qualche tempo riuscirò a rispondere più precisamente. Quello che posso dire è che la BBL è una Lega molto atletica dove si gioca un basket fisico e veloce. Vedremo quali similitudini troverò in Serie A».
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