Sette prove speciali animeranno la collina
La 41ª edizione della corsa torna il 27 e 28 agosto Cerioli: «È un rally completo nonostante i tagli obbligati»
SAN POLO D’ENZA. Sono sette le prove speciali che caratterizzano la 41ª edizione del Rally Appennino Reggiano che il prossimo 27 e 28 agosto animerà le colline tra San Polo e Canossa per un totale di 105 chilometri da percorrere a tutta birra per aggiudicarsi il prestigioso trofeo valido per l’International Rally Cup.
Sarà anche l’occasione per ricordare la memoria di Alessandro Bonacini, l’ex pilota e imprenditore scomparso un paio di anni fa che tanto aveva contribuito assieme allo staff condotto da Alen Carbognani, a far rinascere il Rally.
«Un rally completo – racconta l’ex pilota Gianni Cerioli, 61 anni, tra le leggende della competizione nata nel 1968 -, come sempre molto caratteristico e impegnativo. Il Grassano Rally Team ha fatto un ottimo lavoro nonostante il “taglio” al chilometraggio imposto dal Covid e dai regolamenti federali».
«Le strade mosse e sconnesse – prosegue Cerioli – saranno selettive. Il ripristino della prova di Rossena (l’ex Ciano-Stella, ndr) che fu la prova regina del rally, mi entusiasma. Questo è un rally vecchio stampo, atipico rispetto ad altri del panorama nazionale».
Ecco le più significative.
“Rossena” torna dopo 35 anni una delle più spettacolari prove dell’Appennino. Lunga poco meno di 10 chilometri, verrà corsa in notturna venerdì 27 agosto. Si parte in salita poco fuori Ciano per Rossena dove il tratto lento e misto viene sostituito da uno velocissimo in discesa. In località Casalino, il tratto diventa veloce con curve cieche e falsopiano fino al traguardo.
“Matilde di Canossa” sarà la prima prova del sabato mattina, da ripetersi all’ora di pranzo e al pomeriggio, di poco superiore ai dieci chilometri. Partenza in salita, stretta, sconnessa, fino al bivio di Bergonzano. Tratto con caratteristiche differenti e curve insidiose, fino ai tornanti di Grassano, dove ci sarà un muro di pubblico per la possibilità di godere di un punto di osservazione unico. Il fine prova è al Castello di Canossa.
“Trinità” sarà anche questa da ripetere tre volte. La più lunga con i suoi 21 chilometri, tra le prove storiche più selettive dell’Appenino. Frazione molto tecnica che potrebbe favorire i locali, abituati a “pelare” le curve e sfruttare anche i tratti più sporchi del tracciato. A metà prova il rally manifesta tutta la propria bellezza rendendolo uno dei più belli del panorama rallistico italiano, terminando a Pianzo.
A.Z.
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