La novità assoluta e il gradito ritorno L’Unahotels abbraccia Hopkins e Strautins
Il lungo statunitense: «Pronto a giocare il prima possibile» L’ala lettone: «Sono un atleta diverso e voglio dimostrarlo»
Adriano Arati
SCANDIANO. La novità assoluta e il ragazzo cresciuto in casa. Nella giornata di ieri la Unahotels ha accolto il lungo statunitense Mikael Hopkins e l’ala lettone Arturs Strautins. Prima di raggiungere il ritiro a Castelnovo Monti, i due giocatori sono stati presentati ufficialmente nella sede scandianese della GS Brands, l’azienda del socio biancorosso Graziano Sassi.
Il direttore sportivo Filippo Barozzi ha introdotto quelli che saranno rispettivamente il centro titolare e uno degli elementi cardine della rotazione delle ali.
Il 28enne Hopkins ha una buona esperienza europea, culminata con un biennio a Lubiana, ma è alla prima italiana.
Strautins, invece, torna a casa, nella società in cui 15enne ha mosso i primi passi all’estero e in cui è cresciuto e ha giocato le prime esperienze senior, per poi avviare un piccolo giro d’Italia che ora lo riporta alla base.
«Sono un giocatore diverso, sono migliorato e sono cresciuto, sono andato via da Reggio che ero un ragazzo, ora sono un uomo, e torno nella squadra che mi ha dato la prima opportunità all’estero», ha raccontato Strautins. «Dopo aver parlato con la società e con coach Caja ho capito che tornare era la scelta migliore per me, ho già parlato con l’allenatore del mio ruolo, io rimango un’ala piccola ma sono pronto a fare tutto quello che devo, in ogni ruolo in cui mi si chiederà di dare una mano», ha aggiunto.
«In questi anni la serie A sta aggiungendo tanti giocatori di alto livello, c’è sempre più competizione, è stimolante. Io arrivo da un’estate di grande lavoro, prima mi sono allenato da solo in Lettonia e poi ho giocato un mese con la Nazionale».
È pronto a un mondo nuovo invece Hopkins, scelto dalla Unahotels come perno del reparto lunghi. «Arriva da noi nel pieno della sua carriera, avrà un ruolo centrale, ci darà dinamismo e rapidità in difesa e una doppia dimensione in attacco», ha ricordato Barozzi.
«È una bella sfida poter giocare per una squadra con una grande tradizione, lunedì mattina poi ho scoperto anche il legame fra Reggio e Kobe Bryant, un’altra conferma della solidità di questa storia», ha detto il lungo statunitense uscito da uno dei college più prestigiosi della Ncaa, Georgetown. «Sono curioso di mettermi alla prova in uno dei campionati più competitivi d’Europa, per quello che ho visto la serie A è un campionato intense, equilibrato, dove si gioca rapido, credo di poter dare una mano con le mie caratteristiche, ho sempre giocato sia da 4 che da 5, posso sfruttare sia la mia fisicità sia la mia agilità, in base agli avversari. In attacco, oltre ai giochi a due, posso anche allargarmi per tirare dalla media».
Hopkins e Strautins arrivano a Reggio a circa due settimane dall’inizio delle gare ufficiali: la Supercoppa prenderà il via per la Unahotels il 5 settembre.
«Non è un problema, sono pronto a giocare il prima possibile - ha concluso Hopkins - quella passata per me è stata una stagione molto lunga, sono rimasto fermo solo sette settimane ma anche in questo periodo ho lavorato per rimanere in forma». —
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