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Calcio serie D

Lazzaretti si candida a Carpi, la Correggese aspetta

L'imprenditore Claudio Lazzaretti
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L'imprenditore Claudio Lazzaretti

L’imprenditore è l’unico interessato al bando del Comune modenese che vuole salvare la squadra cittadina

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CORREGGIO. Il countdown che scandisce il destino del Carpi si esaurirà giovedì alle 11,30, quando scadranno i termini della manifestazione di interesse bandita dal Comune modenese il 14 agosto.

L’unico candidato all’orizzonte per far ripartire la squadra dalla serie D è il patron della Correggese Claudio Lazzaretti.
Tutto ciò accadrà proprio nel momento in cui il Carpi fc 1909, ormai una scatola vuota priva di tesserati, potrebbe perdere l’ennesima battaglia nelle aule della giustizia. Dalla seduta collegiale del Tar del Lazio in calendario per oggi, infatti, non si prevedono retromarce rispetto ai giudizi già formulati dal Consiglio Federale e dal Collegio di Garanzia del Coni. Neppure rispetto al primo giudizio dello stesso Tar, che in seduta monocratica aveva rigettato la richiesta di sospensiva del club biancorosso e di tutte le ricorrenti.
Il destino della Correggese è strettamente legato a quello del Carpi. L’ipotesi di una fusione tra le due squadre appare improbabile per le resistenze che il progetto ha riscontrato.
Al momento gli sviluppi non sono facilmente prevedibili. Bisogna prima di tutto vedere se Lazzaretti vincerà il bando del Comune di Carpi. E in caso affermativo in che modo intenderà procedere.
La Correggese, intanto, prosegue la preparazione in vista del campionato di serie D, in un clima a dir poco di incertezza. Ieri si è svolto il primo allenamento della squadra di Lazzaretti nel ritiro di Carpineti.
L’udienza collegiale del Tar che si terrà oggi riguarda anche Chievo, Casertana, Sambenedettese e Novara. La sentenza è attesa entro domani, ma per tutte la dovrebbe essere la medesima, cioè la conferma dell’esclusione dai campionati. Per quanto riguarda il Carpi, il ricorso mira a ribaltare il severo giudizio espresso dal Collegio di Garanzia del Coni, che aveva contestato sia il “ravvedimento operoso” messo in atto per ripianare le scadenze Irpef non pagate, sia la validità delle rateizzazioni messe in campo per sistemare le pendenze Inps, effettuate oltre il termine del 28 giugno indicato dalla Figc.

 

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