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Reggiana, in attacco i rebus da risolvere

Wainer Magnani
Reggiana, in attacco i rebus da risolvere

Con due punte e il rifinitore il centrocampo va in affanno Radrezza ama svariare e non è più il classico trequartista

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Wainer Magnani

REGGIO EMILIA. Mancano due settimane alla conclusione del mercato e all’inizio della nuova stagione.

La chiusura delle trattative porrà fine alle a voci e indiscrezioni che, inevitabilmente, minano la serenità del gruppo.

Al momento la cessione di Ivan Varone è un’ipotesi poco concreta, ma è innegabile che il centrocampista abbia espresso il desiderio di giocare in serie B. Se al 31 agosto sarà ancora agli ordini del tecnico Aimo Diana, dovrà resettare tutto e calarsi nella realtà della serie C per riconquistare con i fatti la leadership del centrocampo.

Da valutare anche Igor Radrezza, che inizialmente era nei pensieri del Brescia (fino a quando non ha preso Cavion) e ora si sussurra di un interessamento dell’Alessandria. Anche qui però non c’è nulla di concreto, anche perché la Reggiana non ha intenzione di cedere nessuno gratis.

È palese che l’uscita di uno o due uomini comporterà l’innesto di altrettante pedine, anche se le opzioni non saranno moltissime. Luca Cigarini è ancora in attesa di una risposta e le ultime battute del calcio mercato offrono sempre delle opportunità inaspettate.

In questo contesto si inserisce il percorso di crescita atletica e tattica della Reggiana che a Lecco ha destato qualche perplessità, non tanto per la sconfitta ma proprio per lo stato di forma del gruppo.

Non a caso domani la Reggiana giocherà un’altra amichevole contro una squadra dilettantistica proprio per trovare quella brillantezza che sarà necessaria domenica per il match di Coppa Italia a Piacenza ma soprattutto per l’esordio in campionato contro il Montevarchi.

Il reparto arretrato non ha mostrato particolari sbandamenti, anche se occorre ancora trovare una piena sintonia di reparto. In particolar modo Rozzio e compagni devono entrare in sintonia con l’utilizzo di Venturi come difensore centrale aggiunto e capire quando occorre iniziare l’azione dal basso o puntare invece sulle seconde palle.

Da rivedere i movimenti senza palla. Troppe volte sia gli esterni di centrocampo che gli avanti hanno avviato l’azione con la palla al piede rendendo facile la vita agli avversari (il Lecco ha messo in atto una marcatura asfissiante).

Altro capitolo interessante riguarda le alternative in attacco. Diana può giocare con una sola prima punta con alle spalle due trequartisti, come è stato nel primo tempo a Lecco (Radrezza e Neglia alle spalle di Zamparo) oppure rovesciare il triangolo, con due attaccanti (Scappini e Marchi) con una seconda punta (Rosafio) alle spalle.

A prescindere dal rendimento ci sono due aspetti da tenere conto: il primo è che Radrezza non è più il classico trequartista che gioca dietro la prima punta ma è un giocatore che ama giocare a tutto campo. Il secondo è che con tre uomini votati all’attacco, più due esterni offensivi, il centrocampo rischia di andare in affanno. L’occupazione degli spazi che professa Diana deve trovare un giusto equilibrio attraverso una sintonia tra i reparti ma soprattutto una ottimale condizione atletica.

Poi subentrano anche discorsi individuali, vedi Luca Zamparo che non ha ancora manifestato tutte le sue potenzialità. Occorrerà fare una riflessione sul suo futuro. L’Alessandria -a proposito di mercato - ha posto tra i cedibili Eugenio Eusepi. Il ds Tosi ha però ribadito che ha fiducia nell’Arciere.

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