Al completo e senza acciacchi Reggiana pronta all’esordio in Coppa
Nel test con il Colorno segnali positivi dal reparto avanzato Le gambe pesanti creano difficoltà nel gioco senza palla
Wainer Magnani
reggio emilia. Il pre-campionato è finito e siamo alla vigilia delle partite che contano, ad iniziare dalla sfida di domenica a Piacenza (ore 17.30) in Coppa Italia, una gara ad eliminazione diretta.
Non è certo questo il momento di tirare le somme o di stilare giudizi definitivi, però è anche doveroso fare alcune riflessioni dopo un mese di preparazione.
L’aspetto positivo è che nel corso di queste quattro settimane, che solitamente sono molto dure sotto il profilo della preparazione atletica, nessun atleta granata ha accusato dei problemi fisici o degli infortuni muscolari. Tutti i granata sono sempre stati a disposizione del mister Aimo Diana con l’eccezione di Davide Guglielmotti che aveva programmato un intervento chirurgico e proprio in questi giorni si è aggregato al gruppo.
A Lecco solo Sorrentino è rimasto a riposo per lo scontro di gioco con Varone in allenamento che è costato al centrocampista uno stop per un provvedimento disciplinare. Per il resto tutti i granata sono sempre stati a disposizione del tecnico granata.
Un altro elemento importante è che l’allenatore ha potuto lavorare per tutto questo periodo con l’organico già definito e che non è stato intaccato dalle manovre di mercato. Una rosa al completo. In questo contesto Aimo Diana ha sperimentato quelle che sono le sue idee tattiche che poggiano sulla difesa a tre e con due esterni molto offensivi. È stato nelle condizioni di provare le due soluzioni per l’attacco: un rifinitore (Rosafio o Neglia) alle spalle di due prime punte (Scappini e Zamparo o Marchi) o due mezze punte (Neglia e Rosafio o Radrezza) dietro a una prima punta centrale (Zamparo). Soluzioni tattiche che faranno parte del bagaglio tattico del team e che Diana potrà alternare in corso di partita.
In questa logica va detto che nella varie amichevoli disputate sono sempre andati a segno gli attaccanti e soprattutto nell’ultima contro il Colorno a timbrare sono stati Zamparo, Scappini e Marchi. Zamparo, tra l’altro, ha scacciato anche il tabù dagli undici metri. Se contro il Fiorenzuola si è fatto parare due penalty dal portiere, a Scandiano contro il Colorno è arrivata l’occasione del riscatto e l’Arciere ha trasformato il rigore cancellando anche questo spettro dagli undici metri.
Accanto a queste annotazioni positive che hanno accompagnato la Reggiana in questa prima parte di stagione ci sono anche aspetti che devono essere migliorati.
Quella più evidente è la condizione atletica perché la Reggiana ha mostrato poca brillantezza che ha inciso soprattutto nel gioco senza palla. Un aspetto che era emerso a Lecco e che si è confermato contro il Colorno: c’è in tutti i granata la tendenza a ricevere la palla sui piedi anziché andare a cercare il movimento in profondità. Un aspetto che va a vantaggio degli avversari che hanno sempre la possibilità di arretrare dietro la linea della palla e di farsi trovare coperti. È un aspetto che migliorerà con una buona condizione atletica anche se, soprattutto i centrocampisti, hanno il “vizio” di giocare solo con la palla tra i piedi. Questo penalizza soprattutto gli attaccanti granata che si ritrovano sempre la difesa schierata. La capacità di migliorare la condizione atletica è fondamentale per il gioco senza palla e per mettere nelle condizioni Zamparo e compagno di essere pericolosi.
La Reggiana ha subito anche qualche gol di troppo ma sono stati più il frutto di errori individuali che non di reparto e questo è un aspetto che non agita Diana anche se va detto che ancora l’intesa di reparto non è perfetta. In questa fase, però, il tecnico ha cercato di far ruotare tutti i sei difensori (Laezza, Luciani, Rozzio, Chiesa, Camigliano e Cauz) senza scegliere il terzetto titolare.
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