«Correrò il Rally dell’Appennino in memoria di Alessandro Bonacini»
Il pilota di Quattro Castella Davide Medici ha adattato la livera della sua auto con tanti elementi che ricordano l’imprenditore morto nel 2019
SAN POLO. La 41ª edizione del Rally Appennino Reggiano che sta vivendo l’ultima settimana di attesa, ha deciso di dedicare la competizione alla memoria di Alessandro Bonacini, il giovane imprenditore di Montecavolo, che morì in un incidente in elicottero nel maggio 2019.
Il nome dello sfortunato pilota, compare in ogni dove e in tanti tra coloro che lo conoscevano, hanno deciso di mettersi in gioco per onorarne la memoria. Tra questi c’è un pilota che più di altri ha patito la dipartita di Bonacini.
«Con Alessandro avevo un rapporto speciale - dice Davide Medici, pilota 41enne di Quattro Castella -. Assieme condividevamo questa grande passione per le corse che è sfociata anche in una esperienza al Rally di Monza dove dividemmo l’abitacolo, scambiandoci il volante. Per questo ho deciso di rivestire la mia Volkswagen Polo dei suoi colori e di tutto ciò che ci rimanderà a lui».
Oltre ai colori, quindi, cosa ci sarà?
«Abbiamo preso spunto dalla Red Bull e quindi abbiamo posizionato un cinghiale al posto del toro sulle fiancate, perché Alle era conosciuto con quel soprannome. Poi il numero 23 con tanto di hastag, il numero che amava. E il bianco e il rosso che erano i colori del suo casco. Nessun nome. Perché chi sa, sa».
Un ricordo, quindi, quanto mai vivo?
«Ho deciso che quando correrò l’Appennino, questa sarà la livrea della mia auto. Alle merita questo e ben altro. E correre stavolta sarà diverso dalle precedenti edizioni. Mi interessa molto il messaggio che questa partecipazione mi permetterà di diffondere, non il risultato».
Quello dell’amicizia?
«Esatto. Persino Silvia Rocchi, la mia navigatrice di Sondrio, era legata a Bonacini. L’avevamo conosciuta al Rally Monza ed eravamo rimasti in contatto. Una volta l’abbiamo incontrata a Reggio senza saperlo e parlando dell’Appennino, Alle disse che se avessimo deciso di correrlo, lui ci sarebbe stato. Eccolo dunque lì con noi».
Che Rally sarà?
«Sono fermo da parecchio. Corro con una R5 e, pur non partendo sconfitto, so che ci saranno piloti che conoscono bene queste competizioni. Gli organizzatori meritano un plauso per quello che hanno fatto e alcune prove nuove, sono davvero interessanti. In particolare la notturna: può piacere oppure no, ma per chi ama l’Appennino questo è un ritorno al passato che può solo fare bene. Le notturne io le farei sempre. Sono spettacolari per chi guida e per chi guarda. Un po’ meno per chi deve organizzarle, ma come hanno dimostrato i ragazzi del Grassano Rally Team, se si vogliono fare le cose, si possono fare e bene».
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