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Reggiana sconfitta a Piacenza e subito fuori dalla Coppa Italia

Roberto Tegoni
Reggiana sconfitta a Piacenza e subito fuori dalla Coppa Italia

Granata ancora “imballati” dalla preparazione: la manovra e le occasioni da gol latitano, in difesa qualche passaggio a vuoto

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Roberto Tegoni

PIACENZA. La Reggiana esce sconfitta nel primo turno della Coppa Italia di Serie C. A batterla è il Piacenza, grazie al gol dell’ex Yusupha Bobb nella ripresa.

Cominciamo col dire che non è stata una bella partita. Né da una parte, né dall’altra. Soprattutto su sponda granata, però. Reggiana pericolosa in rarissime occasioni, tutte nel primo tempo, tutte nate da situazioni episodiche. Poi, nella ripresa, è stato solo Piacenza, con Alessandro Cesarini autore di una prova maiuscola che ha fatto letteralmente impazzire tutta la retroguardia granata. E da parte granata, come detto, un gol sbagliato da Zamparo e nulla più.

Nella Reggiana tante note negative: una manovra bloccata, i troppi duelli individuali persi – specie a centrocampo, ma anche qualche “infortunio” in difesa – e la sensazione che una volta saltato il primo piano d’attacco la luce si spenga e la squadra vada un po’ nel pallone, affidandosi ad azioni individuali.

Purtroppo o per fortuna, la Reggiana è ancora un cantiere aperto e può solo migliorare. E contro il Piacenza si sono confermati i piccoli campanelli d’allarme suonati nelle amichevoli precedenti. Ed è un cantiere aperto anche nell’organico: durante il match, Ivan Varone non ha nemmeno effettuato esercizi di riscaldamento. Il centrocampista è in partenza con destinazione Grecia.

La società correrà ai ripari ingaggiando già nelle prossime ore un centrocampista che possa sostituire il Puma. La nota positiva? Il ritorno del pubblico allo stadio. La Reggiana ha potuto contare su una sessantina di tifosi (Gruppo Vandelli) nel settore ospiti che hanno cantato per tutta la partita.

Il match si apre con il primo pericolo portato da Cesarini che si incunea in area e dopo aver superato Camigliano riesce ad allungarsi con la punta del piede, Venturi è super e devia in angolo con un intervento felino sulla sua sinistra. Al 16’ Zamparo scatta sul filo del fuorigioco, la bandierina dell’assistente Agostino non si alza ma davanti a Stucchi si fa ipnotizzare calciandogli addosso. Due minuti dopo è Contessa a provarci dai 25 metri, sugli sviluppi di un corner: la palla passa tra una selva di gambe in area di rigore, ma Stucchi è bravo a bloccare senza problemi. Piacenza vicino al gol al 29’ ancora con il Mago Cesarini, che di testa sfiora il palo alla destra di Venturi dopo aver sfruttato una sponda di Dubickas che aveva scavalcato Contessa. Al 40’ Cesarini imita Zamparo: Rozzio si incarta col pallone tra i piedi, l’ex granata glielo ruba e si presenta tutto solo davanti a Venturi, ma come l’Arciere calcia centrale su Venturi.

La ripresa si apre con un pallone perso da parte di Radrezza sul centrocampo che dà il la alla ripartenza del Piacenza con Dubickas, che si defila e pesca in area l’ex granata Bobb. Il gambiano si coordina, ma trova l’opposizione di Camigliano che gli strozza il tiro, rendendolo innocuo per Venturi.

E al terzo tentativo, il Piacenza passa: Venturi allontana un pallone vagante, il Piacenza si avventa e pesca Dubickas in area, che serve Bobb, a rimorchio, bravo a scaraventare di potenza alle spalle di Venturi. Diana corre ai ripari e inserisce nel giro di dieci minuti Rosafio, Guglielmotti, Favale e Sorrentino per dare una scossa ad una Reggiana che non è pervenuta nel secondo tempo. Gli effetti sperati non arrivano: il solo Sorrentino, dopo che Zamparo aveva dato tutto nella prima frazione, prova a creare pericoli dalle parti di Stucchi, ma il taccuino resta desolatamente vuoto nella ripresa. E così, lentamente, il tempo scorre e la Regia non reagisce allo svantaggio.

Peccato. Un passo indietro rispetto a qualche buona impressione del mese scorso.

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