Gazzetta di Reggio

Sport

Cigarini è tornato: «Voglio fare qualcosa di grande per la Reggiana»

Roberto Tegoni
Cigarini è tornato: «Voglio fare qualcosa di grande per la Reggiana»

A 35 anni il montecchiese torna a vestire la maglia granata: «Per me è come se fosse il primo giorno»

3 MINUTI DI LETTURA





Roberto Tegoni

reggio emilia. I numeri parlano da soli: 362 presenze, 18 gol e 35 assist in Serie A; 10 presenze e 2 gol in Europa League. E l’esperienza di un centrocampista che ha girato mezza Italia: Parma, Napoli, Atalanta, Sampdoria, Cagliari e Crotone, con un assaggio di Spagna, a Siviglia, un pizzico di azzurro con la maglia della Nazionale.

A 35 anni, Luca Cigarini è un uomo che di soddisfazioni personali a livello calcistico ne ha ottenute parecchie.

Gli mancava la classica ciliegina sulla torta: chiudere la carriera con la maglia della propria città. E ora, il sogno Reggiana è per lui realtà. Il centrocampista, presentato ieri mattina alla stampa, ha firmato un contratto che lo lega al granata fino al 2023.

«Sono contento di questa nuova avventura - dice - e ringrazio tutti quelli che hanno fatto sì che si celebrasse questo matrimonio. Voglio fare qualcosa di importante per questa maglia. È stata una trattativa molto lunga e non vedo l’ora di ricominciare. Per me è come fosse il primo giorno da professionista. Inizia una nuova vita per me, questo è un punto di partenza. Col presidente Salerno abbiamo parlato di cose belle e importanti da raggiungere. Sono carico».

Quale motivo l’ha spinta a scegliere la Reggiana? Aveva offerte economicamente più vantaggiose in categorie superiori?

«Nella mia carriera, dell’aspetto economico me n’è importato relativamente. Anche stavolta ho guardato al benessere mio e della mia famiglia in primis. Con il direttore sportivo Tosi, la mia idea è sempre stata questa, la Reggiana. Ho avuto paura che qualcosa non andasse e ho aspettato fino all’ultimo. Ma ora finalmente sono qui».

L’anno scorso c’erano state trattative?

«C’era stato un chiacchiericcio. Poi ho fatto altre scelte in totale trasparenza. Dicono che avrei preferito i soldi, cavolate...».

Pochi giorni fa, sembrava fatta con il Padova.

«Col Padova eravamo in fase molto avanzata. Quando poi il direttore mi ha fatto capire che c’erano margini per venire a Reggio, abbiamo concluso. Dispiace solo aver dato una mezza parola al Padova: dovrò scusarmi».

Con lei in rosa, la Reggiana alza notevolmente le aspettative.

«Uno stimolo in più. La Reggiana è una squadra che sta facendo cose importanti ed è costruita per stare in vetta. Dobbiamo lottare per tornare nelle categorie dove questa piazza era abituata a stare. Sono sicuro di poter dare il mio contributo in campo e fuori».

A proposito, quale sarà il suo ruolo in campo?

«Prima dovrò conoscere il mister e la squadra. Amo il palleggio, amo far giocare bene i miei compagni. Oltre al campo, è importante avere un ruolo importante anche fuori».

Non teme di doversi contendere una maglia con Fausto Rossi, rischiando di sedersi in panchina?

«È un problema che non esiste. Deciderà mister Diana. Più giocatori bravi ci sono, meglio è. Sono stato in panchina tante volte in carriera e non è mai successo nulla di grave».

Come sta, fisicamente?

«L’anno scorso, mi sono fatto male per la prima volta in carriera a livello muscolare: uno stiramento al soleo con ricaduta che mi ha tenuto fermo quattro mesi. A livello fisico sono integro, mentre con la preparazione fisica sono indietro. Devo recuperare tanto, ma ho il derby col Modena del 6 settembre nel mirino. Ci voglio provare».

Il rapporto con Reggio e la Reggiana?

«Son cresciuto nel Bismantova (ora Reggio Calcio, ndc). Poi andai nelle giovanili del Parma, per alzare il livello. A Reggio torno ogni volta che posso. La mia famiglia è reggiana. Non avendo mai giocato a Reggio, sarà una sensazione e un’emozione nuova vestire la maglia granata».

Torna in Serie C dopo 17 anni. Che campionato si aspetta?

«Difficile, ma non avrò problemi ad ambientarmi. Serve solo la mentalità giusta».

Andrea Costa le ha dato qualche “suggerimento”?

«Parliamo ogni giorno. Mi ha consigliato di aspettare e prendere qualche giorno prima di prendere altre decisioni. Abbiamo un rapporto che va oltre il calcio, una persona importante nella mia vita e ci unisce la reggianità».

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google