Ecco Crawford, il “soldato” di Caja Barozzi: «Il play che cercavamo»
SCANDIANO. Pronto «a portare l’identità del coach in campo».
Si presenta così Bryant Crawford, l’ultimo tassello della nuova Unahotels arrivato in Italia con una quindicina di giorni di ritardo a causa della positività al Covid.
Terminate le visite mediche lunedì sera, martedì ha assistito alla prima amichevole dei suoi compagni, pronto poi ad aggregarsi al gruppo.
A introdurlo è il direttore sportivo Filippo Barozzi, che rivela come il corteggiamento sia iniziato già nel 2020: «avevamo seguito Bryant già nella scorsa stagione, quando pensavamo ad un sostituto per Blums. Poi – spiega ancora il ds biancorosso – non se ne è fatto niente, questa volta ce l’abbiamo fatta, siamo contenti, ci piace la sua capacità di adattamento al basket europeo. Ha solo 24 anni ma è già esperto, ed è passato da un gioco veloce in Israele a uno molto controllato in Lituania», racconta.
«È un play moderno, una “combo”, chiamiamolo come vogliamo, ci potrà dare una mano in tanti modi».
«Sono pronto a fare tutto quello che serve per la squadra, posso giocare play o guardia, ho sempre fatto principalmente il regista e credo che il mio compito sia anche quello di portare l’identità e la volontà del coach in campo, come playmaker», ragiona l’esterno statunitense, che coach Caja ha detto di voler impiegare proprio come regista.
«Mi sono informato, so che il campionato italiano è molto fisico e molto competitivo, quando è arrivata la proposta ne ho ragionato con la mia famiglia e abbiamo deciso che fosse la scelta migliore. I miei compagni? Conosco bene Hopkins, veniamo dalla stessa area, quella di Washington, e sono convinto di aver già affrontato anche Stevie Thompson, anche non mi ricordo in che occasione», sorride.
Adr.Ar.
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