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Con il Montevarchi la Reggiana riabbraccia i suoi tifosi dopo 560 giorni

Cristiana Filippini
L'allenatore granata Aimo Diana
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L'allenatore granata Aimo Diana

Il tecnico Aimo Diana: "Sono emozionato"

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REGGIO EMILIA. . «Sono molto curioso. C'è tanta curiosità, perché la partita da tre punti esula da tutto quello che è il resto». È questo il sentimento che accompagna il tecnico granata Aimo Diana alla vigilia del debutto in campionato contro l'Aquila Montevarchi.
Si alza quindi il sipario su una stagione che dovrà essere quella del riscatto dopo una dolorosa retrocessione e il primo ostacolo da superare è la neo promossa formazione toscana. Ma la vera novità sarà quella del ritorno del pubblico con una prevendita che sta andando alla grande e che potrebbe portare a sfiorare le 5mila presenze.
«Finalmente si ricomincia - sospira l'allenatore - avremmo avuto bisogno di un po' di tempo in più ma credo che sia un discorso che riguarda un po' tutte le squadre».
Appena inziata la preparazione, quando ancora la rosa non era completa, a una nostra precisa domanda (“Quando vedremo la vera Reggiana?”), Aimo Diana risposecon un auspicio: «Mi auguro di vederla alla prima di campionato».
Un auspicio di chi forse aveva addirittura messo in preventivo un rodaggio con qualche scivolone, come l’eliminazione dalla Coppa Italia ad opera del Piacenza.«Non ci ho pensato» è la risposta del tecnico granata, Che poi aggiunge: «Quando sei alla ricerca della "quadra" è giusto dare il giusto peso anche alle sconfitte. Detto questo, è stata una partita che abbiamo analizzato per andare a migliorarci».

Sulla formazione che andrà ad affrontare il Montevarchi, il tecnico confessa di non aver deciso l'undici titolare, complici squalifiche e giocatori ancora indietro con la preparazione. «Intanto – annuncia – non ci saranno gli squalificati Favale e Marchi mentre Sciaudone e Cigarini partiranno dalla panchina. Sulla formazione ho ancora dei dubbi anche se per 7/8 undicesimi ho già le idee chiare. L'obiettivo è quello di portare i giocatori tutti allo stesso livello». Nelle scelte iniziali potrebbe, per l'ultima volta (finalmente) ricoprire un ruolo anche il mercato che chiuderà domani. «Al momento – chiarisce Diana – non ho indicazioni dalla società circa altri movimenti di mercato. In caso contrario, l'idea è quella di non utilizzare giocatori che potrebbero rientrare in qualche dinamica di mercato». Se la formazione deve ancora essere decisa, lo stesso discorso vale per il modulo che andrà a schierare.
«La presenza o meno di un giocatore mi può far cambiare la disposizione in campo. Sulla fase difensiva c'è già un'idea che prescinde dal modulo. Comunque abbiamo lavorato su entrambe le situazioni: 3-5-2 o 3-4-2-1. Di sicuro siamo una squadra che può cambiare pelle in corso d'opera».

«Non vedo l'ora di entrare in quello stadio - ammette Diana - e rivedere i tifosi, questo aspetto mi è molto mancato e questo aumenta la nostra responsabilità. Ma dobbiamo essere forti del lavoro che stiamo facendo senza essere presuntuosi o passare per fenomeni. In qualche panchina prenderò posto? In quella di sinistra. Con il guardalinee davanti è sempre un disastro. E' vero che sarò più lontano dalla curva Sud ma ci penseranno i giocatori ad "aizzare" i tifosi. Però mi ha fatto estremamente piacere vederli ieri e la loro presenza ha alzato il livello dell'allenamento. E queste sono le cose che mi caricano. Ritorno un po' calciatore».
Capitolo avversario. «Affrontiamo una formazione che gioca un bel calcio e molto organizzata. Abbiamo grande rispetto »– conclude l’allenatore granata – ma ci siamo preparati. Anche se ci chiamiamo Reggiana nulla ci è dovuto».

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