Unahotels, Caja è insoddisfatto sotto canestro
Nelle prime due amichevoli non è apparso brillantissimo Hopkins, da verificare gli altri due lunghi Johnson e Diouf
reggio emilia. Un reparto lunghi da sistemare e puntellare a dovere.
Le prime due uscite amichevoli della Unahotels, pur segnate da due vittorie con doppia cifra di scarto, non hanno lasciato soddisfatto coach Attilio Caja per quanto riguarda il rendimento vicino a canestro. Le sue parole sabato sera al termine della gara vinta con Tortona a Sant’Ilario sono state chiare in questo senso. Il tecnico biancorosso ha parlato di difficoltà nel ruolo di centro, di atleti ancora indietro dal punto di vista fisico e mentale e sottolineato come non possa essere un giovanissimo come Diouf il paracadute capace di garantire tranquillità. Pur senza citarlo direttamente, il pensiero era rivolto a quello che dovrebbe essere il principale riferimento vicino al ferro, il 28enne statunitense Mikael Hopkins, sinora non brillantissimo. I due match hanno messo di fronte a Reggio Emilia due formazioni con centri pesanti, anche se piuttosto indietro di condizione, facendo emergere anche la questione del tonnellaggio. La Fortitudo, pur molto indietro, ha recuperato proprio nell’unico momento in cui ha sfruttato i chili e i tanti centimetri dei suoi lunghi. Le parole di coach Caja possono essere viste anche come un tentativo di sferzare i giocatori in una fase importante per trovare coesione e ritmo, a una settimana dalle prime gare ufficiali. Hopkins è stato individuato dalla società e dallo staff tecnico come l’elemento adatto a chiudere il reparto grazie alla sua velocità, alla rapidità di piedi negli aiuti e nelle uscite fuori dal pitturato, oltre che alla sua duttilità offensiva. Non è però un centro purissimo, in carriera ha spesso giocato anche da ala forte, e rappresenta un bel cambiamento rispetto alla scorsa stagione e pure rispetto alle prime idee di mercato per il ruolo, ovvero Tyler Cain (finito proprio a Tortona) e poi Frank Elegar, che i biancorossi avrebbero trattenuto volentieri prima della corposa offerta di Napoli. Cain è un 5 bravo negli aiuti ma ha stazza e potenza diverse rispetto a Hopkins, e il discorso vale ancora più per Elegar, stoppatore verticale. L’idea reggiana di lunghi veloci, per funzionare deve poter contare su giocatori motivati e pienamente inseriti nel meccanismo, a partire dal titolare. Anche perché le alternative non hanno proprio caratteristiche ideali. Johnson, più esplosivo, e Baldi Rossi capace di arrangiarsi con l’esperienza, non sono comunque dei 5 e lo stesso Diouf, che in questa stagione giocherà come centro, nasce come ala. Qualche nodo da sbrigliare lo si trova anche in attacco. Hopkins rimane da scoprire, ma non vi sono in rosa grandi attaccanti spalle a canestro a cui appoggiarsi, Johnson rende al meglio in movimento e Baldi Rossi, con tecnica di tiro e capacità di passaggio, può essere preziosissimo per allargare il campo, non per attaccare il pitturato. Alcuni degli sprazzi migliori hanno visto insieme Olisevicius e Strautins, due ali piccole insieme, in un quintetto leggero che garantisce pericolosità e dinamismo ma, si torna sempre lì, potrebbe pagar dazio contro rivali atletici e potenti.
Adr.Ar.
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