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Due club per uno stadio Primo nodo da risolvere per Lazzaretti a Carpi

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correggio. È un’estate rovente e ricca di colpi di scena per il presidente Claudio Lazzaretti. Prima il sogno di unire le due realtà a lui più care. Correggio e Carpi. Un progetto di unificazione tramontato per ragioni di campanilismo e di senso di appartenenza. Quindi la scelta di tornare nella sua Carpi come salvatore della patria, dopo il fallimento sportivo dell’Fc Carpi escluso dalla Figc dai professionisti. La candidatura, unica, per il bando indotto dal sindaco Alberto Bellelli per mantenere in vita il calcio a Carpi e nel frattempo la cessione della Correggese, si sussurra per 150mila euro, a Gabriele Marani, già presidente del Campagnola. Quasi tutti i giocatori biancorossi, tranne il mister Barone che sarà sostituito da Massimo Bagatti, si trasferiscono alla neo nata Altheltic Carpi.

Tutto fatto? Niente affatto perché l’Fc Carpi sta facendo di tutto per mantenere la matricola, anche a costo di ripartire dalla Terza categoria.

Il Carpi Fc 1909, ora operativamente è passato nelle mani del neo vicepresidente Alessandro Forlenza che intende far valere fino in fondo i propri diritti. Così ha presentato ricorso al Consiglio di Stato per la richiesta di riammissione in serie C in sovrannumero che verrà discussa il 16 settembre, sia del

Tar del Lazio, al quale ha presentato istanza di cancellazione del comma 10 dell’art. 52 delle Noif, quello che stabilisce il destino delle squadre escluse e permette l’indicazione, da parte del sindaco di un nuovo soggetto che possa raccogliere l’eredità sportiva previo versamento a fondo perduto di 300mila euro. Ciò che Lazzaretti ha già onorato.

Se il Tar dovesse accogliere la richiesta nella seduta del 6 settembre, applicando l’indirizzo già adottato nella sentenza riguardante la Casertana riammessa in D, la Federazione si troverebbe di fronte a due richieste di ammissione alla serie D. L’obiettivo del Carpi Fc 1909 sembra quello di vedersi riconosciuti i 600 mila euro di credito attualmente sul bilancio della Lega Pro, per i quali sarebbe necessaria l’iscrizione a un campionato della Federazione per almeno due stagioni. Una partita necessaria per evitare ulteriori esborsi ai soci. Su questo, il Carpi Fc1909 non sembra disposto a fare alcun passo indietro, disponibile ad affrontare qualunque percorso indicato dalla Figc, anche ad imbastire in fretta una rosa, tanto che al Tar verranno pure chieste delucidazione su quale campionato dia diritto alla liquidazione dei 600 mila: se la D, la Terza categoria o addirittura solo una compagine giovanile. Domande fin qui rimaste senza risposte.

Ma c’è un altro problema sul tavolo del sindaco Bellelli e Lazzaretti: il Carpi Fc 1909 ha la gestione dello stadio Cabassi e quindi il neonato Athletic Carpi potrebbe ritrovarsi senza impianto. Da qui le proteste del primo cittadino carpigiano.

L’Amministrazione ha chiesto al Carpi Fc 1909 di eseguire i lavori alla struttura rivelatisi necessari dopo i sopralluoghi dei tecnici comunali. Se il club non dovesse adempiere, potrebbe aprirsi la strada per la revoca della Convenzione. Nel frattempo, l’Athletic potrebbe allenarsi al Sigonio, mentre dal 19 settembre data d’inizio campionato, potrebbe sfruttare gli utilizzi che la Convenzione riserva al Comune. Un tormentone senza fine.

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