Le due rubieresi Vikings e Secchia non riescono a brillare al Trofeo Romagna
rubiera. Prove opache per la Pallamano Rubiera al pala Cavina di Imola: le due squadre maggiori sono state protagoniste del 1° Trofeo Romagna, che si è svolto domenica.
Nel girone B, Vikings di A1 confrontati con due realtà di seconda serie: buon successo per 25-20 sul San Lazzaro di Savena, ma poi il Camisano ha piazzato la sorpresa sgambettando i "Vichinghi" 20-23. A seguire, la formazione di Galluccio ha disputato la finale 3° posto: il bronzo è arrivato con il successo per 21-17 contro il Romagna Faenza di B, allenato dal rubierese Luca Montanari.
Nel gruppo A, il Secchia Rubiera di A2 ha subìto una duplice sconfitta: 22-23 con il Romagna Faenza e 15-28 con il Romagna di A2. Un terzo ko è giunto nel duello che assegnava la quinta piazza: San Lazzaro ha regolato il team di Lassouli per 10-17. Trofeo vinto dal Camisano: i vicentini si sono aggiudicati la finalissima contro i padroni di casa del Romagna di A2, dettando legge 21-19.
«La stanchezza s’è fatta sentire - dice Luca Galluccio, allenatore dei Vikings - Con questa trasferta, siamo arrivati a circa 300 minuti di pallamano giocata in appena 8 giorni. Peraltro, eravamo di nuovo rimaneggiati: oltre ai lungodegenti Hila e Panettieri, mancavano pure l’acciaccato Barbieri e Patroncini bloccato da incombenze di lavoro: è poi da definire la situazione di Roberto Bartoli, che ha riportato un infortunio alla caviglia. Quando giochiamo come sappiamo, i risultati sono pregevoli già adesso: tuttavia dobbiamo anche fare i conti con alcuni campanelli d'allarme da considerare, specie in difesa».
«Non eravamo al completo - evidenzia quindi Mario Gualtieri, team manager del Secchia - Villano e Pranzo infortunati, e in più avevamo ancora qualche assenza legata a vacanze o impegni. Rinaldi non è al meglio, e ha potuto fornire un contributo limitato: in più Sentieri si è lussato al dito durante la seconda partita, problema che si protrarrà fino a inizio campionato. Non abbiamo mai mollato, ma resta ancora molto da fare per oliare i meccanismi di squadra».
N.R.
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