Carmelo Salerno e il derby «Da quando sono qui questa è la Regia più forte»
IL PRESIDENTE GRANATA è al suo quinto match del Secchia e come dirigente è stato su entrambi i fronti, senza mai uscire sconfitto: «Non voglio macchiare la pagella ora»
l’’intervista
massimo sesena
«Se dipendesse da me, questa partita la cancellerei dal calendario...». A scorrere i titoli di testa di questo ennesimo derby del Secchia, il nome di Carmelo Salerno figura sia di qua che di là. A Modena ha casa e lavoro, a Reggio è alla guida della società granata assieme a Romano Amadei, con il quale era stato anche alla guida del Modena.
A scacciare le ombre del (suo) passato, ci ha pensato lui stesso, spendendo per riportare la Reggiana dalla D fino alla B e ora, tornando a spendere (“una cifra pazzesca” dirà a più riprese in questa intervista, senza mai specificarne l’entità, che comunque dovrebbe superare i 5 milioni di euro) per provare a regalare un’altra promozione, magari con il pubblico che applaude dagli spalti del “Città del Tricolore”.
Già, il pubblico. Al Braglia, lunedì sera dovrebbero esserci 1.600 tifosi della Reggiana. Il condizionale è d’obbligo viste le ultime decisioni decise oltre Secchia da chi gestisce l’ordine pubblico.
«La decisione di rispolverare la tessera del tifoso è sbagliata, inutile, e, guardate bene: la Reggiana in questo caso non c’entra. Una decisione come quella presa dal Gos dopo che erano già stati venduti circa mille biglietti non penalizza solo la Reggiana ma tutto il mondo del calcio che sta provando faticosamente a ripartire dopo il drammatico periodo che abbiamo alle spalle. Tutte le società professionistiche hanno pregato il Governo affinchè si tornasse ad avere partite con il pubblico. Proprio nella partita d’esordio, contro il Montevarchi, abbiamo ricevuto i complimenti dal presidente della Figc Gravina. E ora ci tocca questo lavoro inutile».
Un lavoro che è cominciato subito...
«Appena appreso di questa decisione ci siamo messi al lavoro. In sede ci sono persone che hanno cominciato a rilasciare nuove fidelity card, badando a non gravare sulle tasche dei tifosi. Anche se sono convinto che non sarà questa decisone inutile a fermare la passione dei tifosi. Sono mortificato... Penso ai mille tifosi che hanno già il biglietto e quelli che hanno dovuto invece sottoscrivere una nuova fidelity card. E pensare che due anni fa, era andato tutto così bene...».
In effetti non andò affatto male: la curva sud del Braglia colorata di granata e una vittoria della Reggiana...
«La prima vittoria da dirigente granata. Ecco, mi piacerebbe non rovinare il mio curriculum, visto che su 4 derby ne ho vinti tre e pareggiati uno».
Sì, ma siamo 2-1 per il Salerno “modenese” che peraltro leggo che coesiste con quello reggiano. A chi dobbiamo dar retta?
«A una persona che da alcuni anni sta investendo con passione nel progetto della Reggiana. E lo fa, si badi bene, senza avere interessi economici in questa provincia. In questi anni mi sembra di aver dato più di una prova di quanto io tenga alla causa granata. E anche alla vigilia di questo campionato abbiamo dato prova di voler fare le cose per bene».
L’obiettivo è quello di una pronta risalita in serie B, anche perché alla luce degli sforzi fatti in questi anni, rimanere ancora in C significherebbe un bagno di sangue dal punto di vista delle casse societarie...
«Non so se sarà un bagno di sangue. So che, ad esempio, per allestire questa squadra tutti i soci hanno fatto grandi sacrifici. La cifra spesa è davvero pazzesca, anche se il Modena ha speso di più».
Quanto ha pesato la brutta retrocessione nella decisione di tentare subito la risalita?
«Ha pesato tanto, non c’è dubbio. A quest’ora potevamo essere ancora in serie B e se pensiamo ai punti che ci sarebbero bastati, la rabbia è tanta. Ma abbiamo commesso degli errori e li abbiamo pagati cari. Abbiamo dato troppo peso alla gratitudine e questo ci ha impedito di allestire da subito una squadra che fosse all’altezza della B. Per questo abbiamo allestito quest’anno una squadra che secondo me non solo è più forte di quella dell’anno scorso, ma è la più forte da quando sono a Reggio. Lo abbiamo fatto per dare la possibilità ai nostri tifosi di tornare a vedere dal vivo del bel calcio, magari dal prossimo anno già di nuovo in serie B».
Il Ds Tosi si è detto soddisfatto. Lo è anche lei, vedo.
«Sì e anche se il verdetto alla fine lo darà sempre il campo, questa squadra mi piace. Mi piace perché... sono due squadre».
Cosa significa?
«Complice anche gli eventi che si sono succeduti durante questo mercato, abbiamo finito per coprirci in tutti i i ruoli con almeno due giocatori per ruolo. Mi piace pensare che, al di là delle scelte dell’allenatore, possiamo disporre di 22 giocatori titolari, ovvero che si equivalgono. E se mi permette, aggiungo un’altra cosa».
Prego...
«In questa squadra i giocatori che hanno esperienza di serie B sono molti di più di quelli con cui mister Alvini ha disputato l’ultimo campionato cadetto».
Non ci sono scuse, quindi...
«Non ci sono scuse, ma è anche vero che non ci siamo solo noi. Il Modena, ad esempio, ha speso molto più di noi, che pure abbiamo speso una cifra pazzesca».
Sarà per questo che vorrebbe cancellare questa partita dal calendario? O per i risvolti emotivi di chi è un doppio ex come lei?
«Nessun risvolto emotivo. Dico che non mi piace il derby a inizio campionato. So che mister Diana non è dello stesso avviso. E spero che abbia ragione».
Mister Diana non sembra un tecnico che accampa scuse, ad esempio sui campi di allenamento .
«Vero. Ho apprezzato molto quello che ha detto sulla Gazzetta, quando ha ricondotto tutta la querelle degli scorsi anni, al fatto che siamo comunque una società di serie C. Un atteggiamento positivo, che mi piace e che magari lo scorso anno non si è sempre visto e questo ha contribuito a farci scivolare subito in C. Perché se stai sempre a lamentarti, poi finisce che attiri su di te le negatività».
A proposito di società: come sono i rapporti con i soci di minoranza? Pareva che la retrocessione avesse lasciato scorie...
«C’è un detto secondo cui una società, perché funzioni deve avere un numero dispari di soci. E tre sono troppi...».
Se così fosse, al comando dovrebbe restare soltanto il patron Amadei...
«In effetti (ride).Scherzi a parte, davvero nessuno si è tirato indietro».
Significa che avete ben presente la rotta? Ad esempio, sul pubblico che obiettivi vi siete posti?
«Sì, la compagine societaria è compatta e condivide gli obiettivi. Siamo decisi a provarci. Possiamo farlo anche grazie agli sponsor che sono ancora al nostro fianco e di questo li ringrazio. I conti? Sono costantemente sotto controllo. Certo i campionati senza pubblico sono stati pesanti. Per questo il nostro obiettivo è avere una media di 7 mila spettatori allo stadio. Quello sarebbe un traguardo che, raggiunto, ci consentirebbe di stare tranquilli».
Chiudiamo con il derby di lunedì sera. Posto che non sarà cancellato, qual è il suo pronostico?
«Non voglio rovinarmi il curriculum, ergo non voglio sconfitte. Ma spero soprattutto che sia una bella partita e un momento di divertimento e serenità per tutti».
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