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il tecnico granata 

Diana: «Ci sarà grande atmosfera Sono felice come un bambino»

Cristiana Filippini

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Cristiana Filippini

REGGIO emilia. Il giorno è arrivato, quello del derby del Secchia, quello più atteso dai tifosi. Ha ragione mister Aimo Diana quando afferma di doverla affrontare come una partita “normale”, ma sa benissimo che non lo potrà mai essere. Le settemila anime che animeranno questa sera lo stadio Braglia di Modena per una partita di serie C, non sono una cosa “normale”.

«Certo che non lo sarà - precisa il tecnico granata - ma già con il Montevarchi anche la nostra è stata una cornice importante in uno stadio importante. I miei amici presenti mi hanno solo detto “Tanta roba”. Io ero in trance agonistica. I ragazzi sono abituati a queste cornici di pubblico, io un po’ meno. Effettivamente di normalità c'è poco e questa è una grandissima notizia. Godiamocela. Io sono felicissimo come un bambino al parco giochi».

E possibile isolarsi in un contesto come questo?

«Quando inizia la partita i giocatori entrano in una sorta di isolamento e ti concentri sulla gara. Ma è un concetto che diventa difficile da spiegare. Faremo di tutto per essere all’altezza».

Lei come tecnico sente la stessa attesa che sentono i tifosi?

«Lo sento anche io. Questa è una partita che coinvolge due società importanti con un passato importante. E sono entrambe società che hanno ambizioni. Per quanto riguarda la squadra posso dire che si tratta di una gara con in palio tre, uno o anche zero punti. E lo dico perché è e rimane una partita come tutte le altre, anche se non lo è».

Archiviato l’aspetto emotivo, come arriva la squadra a questo incontro?

«Siamo in fase di miglioramento e credo si sia visto. Anche gli allenamenti adesso sono di una intensità diversa e siamo soddisfatti della settimana di lavoro che abbiamo fatto. Certo che si tratta di un match che arriva talmente presto che sarebbe inopportuno fare considerazione sia prima sia dopo. Detto questo è logico che si va in campo per provare a raccogliere i tre punti».

Si schiera anche lei con quelli che dicono che squadra che vince non si cambia?

«No. Quella è una sensazione che si ha sempre poi bisogna valutare anche quelle che sono le caratteristiche dell'avversario e scegliere i giocatori giusti».

Un ex come Scappini che a Modena non ha fatto benissimo, avrà voglia di rivalsa. Sono aspetti che tiene in considerazione?

«Assolutamente sì. Fosse per me metterei in campo tutti gli ex, dal patron al direttore fino al presidente. Stefano poi è uno che vuole fare bene anche se gioca all’oratorio. Al momento ho abbastanza chiaro come voglio scendere in campo al Braglia e non è detto che sia la stessa squadra scesa in campo lunedì. Mi tengo sempre un paio di opzioni che possono cambiare l’inerzia della partita».

Alla fine Radrezza è rimasto in granata. Tutto è bene quel che finisce bene.

«Siamo molto felici che sia rimasto con noi».

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