Talento e bel gioco non bastano Pareggio amaro per la Reggiana
Il Modena ferma i granata nel derby al Braglia: un risultato che va strettissimo alla formazione di Aimo Diana
Wainer Magnani
modena. La Reggiana avrebbe meritato di vincere il derby. Sfidiamo chiunque a dire il contrario per occasioni da gol, qualità del gioco, padronanza di palleggio, capacità agonistica e qualità nelle giocate. Alla fine si deve accontentare del pareggio che va decisamente stretto ai granata.
Se la Reggiana non ha vinto è perché ha subito un gol beffardo al 4’ di recupero del primo tempo e forse ha sprecato troppo ma è un pareggio che profuma di vittoria. Per tantissimi motivi. I granata si sono presentati al Braglia con una personalità che appartiene solo alle grandi squadre. Il Modena, viceversa, non solo ha fatto poco per vincere ma si è illuso che quel gol di Ogunseye avrebbe potuto cambiare il destino del derby.
La Reggiana, invece, è stata brava anche in questo: ha saputo reagire e nella ripresa ha trovato la via del gol con Neglia che dopo solo un minuto dal suo ingresso ha estratto dal repertorio un fendente micidiale.
Se accantoniamo per un attimo il risultato, anche se non si può perché nel calcio è l’unica cosa che conta, va detto che la Reggiana ha pienamente superato l’esame di laurea al cospetto del Modena e di un Braglia stracolmo di passione (6.525 i paganti) giocando una partita di grandissimo spessore.
Rozzio e compagni non hanno concesso niente agli avanti del Modena tanto che Venturi non è ma stato chiamato seriamente in causa. Rosafio, viceversa, ha avuto almeno quattro occasioni per sbloccare il risultato senza contare le palle gol sprecate da Zamparo.
La beffa è che il gol di Ogunseye è arrivato proprio al quarto minuti di recupero del primo tempo concesso dall’arbitro Tremolada che al decimo del primo tempo ha dovuto interrompere la partita per 4 minuti e 35 secondi per un calo di tensione della luce artificiale. E proprio all’ultimo secondo, su una rimessa laterale, la difesa granata si è lasciata sorprendere e Ogunseye ha infilato Venturi. Ciò che poteva essere una “macchia” per l’organizzazione del Modena si è trasformato in un colpo di fortuna. Un gol beffardo e anche ingannevole nell’ambito di un primo tempo che la Reggiana ha giocato non bene, di più dimostrandosi all’altezza del Modena e forse qualcosa in più sotto il profilo della manovra.
Il Modena, si sapeva, è maestro nel sfruttare la prima disattenzione degli avversari è cosi’ ha fatto ma per il resto ha patito le pene dell’inferno anche per alcune disattenzioni che il portiere Gagno, per sue fortuna, non ha pagato a caro prezzo.
A proposito di scelte, va anche detto che Diana ha riproposto gli stessi undici e in parte ha azzeccato le mosse anche il gol di Ogunseye è arrivato a evidenziare una superiorità fisica ma le scelta di togliere un esterno (Guglielmotti) per mettere un giocatore offensivo come Neglia che dopo un minuto ha fiondato a rete in modo inesorabile.
La Reggiana per tutta la partita ha mostrato un atteggiamento propositivo e ha cercato sempre e in modo costante la vittoria tanto Zamparo e compagni si sono presentati in modo insistente dalle parti di Gagno e per un soffio, più volte, hanno sfiorato la vittoria.
Una prestazione da parte della Reggiana che conferma due aspetti fondamentali: una crescita di identità strabiliante accompagnata da una buona condizione fisica ma soprattutto una capacità di palleggio e di interpretazione del gioco del calcio che rende onore al calcio. Una Reggiana che merita un grande applauso e questo punto le va decisamente stretto ma è un derby al Braglia e come tale va accettato ma i rimpianti sono tutti per i ragazzi di Diana che moralmente è tecnicamente questo derby del Secchia l’ha vinto.
Il Modena? Una squadra ambiziosa ma a volte la concretezza non paga.
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