Carattere da vendere e un leader come Ciga Questa Reggiana potrà far sognare
È positivo il bilancio del derby di lunedì sera a Modena Da aggiustare c’è l’attacco: troppe palle gol non trasformate
Wainer Magnani
reggio emilia È convinzione generale che la Reggiana avrebbe meritato di vincere il Derby contro il Modena per qualità di manovra, occasioni create e per un calcio offensivo e divertente. Una squadra che ha preso possesso del campo, soprattutto nella ripresa con la personalità delle squadre importanti, pur avendo come avversario il Modena, la grande favorita del girone.
Certo, non tutto è stato perfetto perché la Reggiana ha pagato a caro prezzo una disattenzione di reparto: Venturi, Rozzio e Cauz dovevano fare decisamente meglio sul gol di Ogunseye ma anche in altre circostanze ci sono state sbavature e disimpegni errati in fase d’impostare che hanno costretto a prodigiosi ripiegamenti. In questa logica è stata eccellente la capacità di saper difendere da parte di tutta la squadra, in particolar modo gli esterno. Lo testimonia il fatto che il portiere Venturi non si è mai sporcato i guanti. Sul fronte offensivo non si possono creare almeno dieci nitide palle gol e trasformarne una sola.
L’impressione è che a Zamparo manchi sempre quel mezzo millimetro per diventare un bomber da venti gol. Ma se non è impeccabile da prima punta o forse non lo è, certamente è un attaccante che si danna l’anima e dà molta sostanza alla manovra d’attacco granata.
E poi a Rosafio non sempre quelle conclusioni usciranno di dieci centimetri o si stamperanno sul palo esterno.
Per questo sono certamente maggiori gli aspetti positivi che ha mostrato la Reggiana e che lasciano ben sperare per il futuro, a iniziare dalla prossima sfida contro il Gubbio che di sicuro non sarà una passeggiata.
Sul campo dei modenesi, la Reggiana ha confermato una capacità di fare un calcio in modo propositivo. Certo, non può essere diversamente se in squadra si hanno giocatori come Rossi, Cigarini, Radrezza, Sciaudone, Del Pinto. Centrocampisti che amano il fraseggio ma è tutto il collettivo che ha l’idea di arrivare nell’area avversaria attraverso una manovra avvolgente e fatta di possesso palla, di affondi sugli esterni con la partecipazione di tutti gli effettivi per riempire l’area di rigore avversaria. Assist fatti bene, con esterni che vanno sul fondo per il traversone.
Una Reggiana, in pratica, che sta acquisendo una precisa identità di gioco.
Sotto il profilo della personalità si può dire che era scontato avendo una metà età che sfiora i 28 anni ma soprattutto con atleti che provengono da esperienze in categoria superiore, con una eccezione di lusso: Luca Cigarini.
Il regista granata voleva a tutti i costi essere della partita e lo si è capito fin dall’inizio quando in più di una occasione ha lasciato la panchina per andare a parlare con il quarto uomo o con l’arbitro, affiancando l’allenatore granata Aimo Diana. Si è già calato nella parte dell’uomo squadra sia in campo che nelle vesti di leader del gruppo. Un ruolo che tutti gli riconoscono.
Il Modena non ha l’agonismo del Montevarchi ma si può certamente rimarcare come la Reggiana rispetto a sette giorni fa ha migliorato la sua condizione atletica. Poi è evidente che gli esterni Contessa e Guglielmotti saranno sempre chiamati a un gioco massacrante e per questo motivo le sostituzioni con Anastasio e Libutti saranno pressa.
Allo stadio “Braglia” non è successo solo perché sotto di un gol il tecnico Diana ha pensato di cambiare assetto per passare dal 3-5-2- a un 4-3-1-2 con Neglia al posto di un esterno. Mossa decisamente vincente se dopo un minuto Neglia ha trovato il gol del pareggio.
Tra gli aspetti che attengono più al “fuoricampo” c’è da registrare la presenza di tutti i cosi granata in tribuna al Braglia. Un’immagine di compattezza che mancava da qualche tempo, lo spirito giusto per imboccare una stagione positiva.
Ovviamente i fari sono stati puntati sul patron Romano Amadei e sul presidente Carmelo Salerno che erano i grandi ex ma ha fatto piacere ritrovare l’ex capitano Alessandro Spanò in qualità di tifoso eccellente.
L’unica cosa che ha davvero stonato in una grande serata di sport come qualla vissuta lunedì sera al “Braglia” è stato notare che sul maxi schermo dello stadio il logo dell’Ac Reggiana era ancora quello della Reggio Audace.
Se non altro è stato un logo che ha portato parecchia fortunata alla città perché in due anni la prima squadra reggiana è passata dai dilettanti della D alla serie B.
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