Alex Incerti è campione italiano «Ma ora lascio l’Arag Rubiera”
l’intervista
Ancora un titolo tricolore per la raffa reggiana, l’ennesimo di una lunga storia ricca di campioni e di successi in campo nazionale e internazionale .
A festeggiare con la maglia del campione italiano questa volta è toccato all’Under 18 Alex Incerti della Arag di Rubiera che al Cts di Roma, superando in finale il piemontese Roberto Mazzolini della Possaccio di Verbania per 23-20, si è aggiudicato la specialità dei Tiri di Precisione, introdotta dalla federbocce nel 2016.
Per conoscere meglio il giovane raffista reggiano gli abbiamo rivolto alcune domande.
Alex quando e dove è nata la tua passione per le bocce della raffa ?
«Fin da bambino. Ricordo che le mie prime gare le vidi che avevo appena 6 anni, andavo nei bocciodromi, in particolare quello di Cavriago, a vedere le partite di mio nonno Bruno che oggi di anni ne ha 86 e si diverte ancora a giocare. Direi che è stato proprio lui a trasmettermi questa passione per la raffa».
Riesci a conciliare la scuola e lo sport ?
«Per il momento sì: frequento l’ultimo anno del corso professionale per elettrotecnici al D’Arzo di Montecchio».
Hai solo 18 ma hai già vinto parecchio. Ci puoi raccontare in breve il tuo curriculum sportivo fino al successo di Roma ?
«Ho già vinto un titolo tricolore nel 2018 nella categoria Under 15 con la Bentivoglio di Gualtieri e numerose gare di livello nazionale in varie regioni d’Italia».
Quanto ha influito nella tua crescita avere giocato negli ultimi due anni all’Arag di Rubiera ?
«Penso sia stato molto importante per la mia crescita sia umana che tecnica. E devo ringraziare il ct Ruozi che mi ha fatto debuttare in serie A, permettendomi così di allenarmi con campioni come Mussini, Manuelli, Ricci e Truzzi».
Che cosa c’è nell’immediato futuro di Alex Incerti ?
«Il 2022 sarà un anno molto importante per me, perché passerò seniores e dovrò misurarmi con i più forti raffisti italiani. Purtroppo non posso rimanere all’Arag Rubiera e dalla prossima stagione giocherò con il mio amico Luca Manuelli nella San Cristoforo di Fano».
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