“Tanta roba”, tutta di “Stagnola” Ferretti presenta le sue memorie
REGGIO EMILIA. Ha deciso di giocare in casa per la presentazione del libro che racconta un mezzo secolo di calcio dilettantistico. L’appuntamento è per questa sera alle 21 al Centro sociale “Buco Magico”, il centro sociale di cui lui è il presidente. Un mezzo secolo in cui Romano Ferretti si è mosso da protagonista indiscusso nel calcio dei dilettantistico, quel calcio che ancora si ostina a profumare di olio canforato e di terra rimasta sotto i tacchetti. “Tanta Roba” è il titolo del libro in cui il giornalista Francesco Ferrari (che con Ferretti fa coppia fissa il martedì sera nella conduzione del settimanale di Telereggio interamente dedicato al calcio dilettantistico) ha raccolto gli aneddoti di una vita passata sui campi di calcio, incontrando persone che oggi parlano di lui con affetto, come Gene Gnocchi, secondo cui il calcio delle nostre parti va diviso, come farebbero gli storici in prima Romano Ferretti e dopo Romano Ferretti. Intervistato dal direttore di Telereggio Mattia Mariani, Romano racconterà, ad esempio degli anni da giocatore, giovane ma già robusto portiere della Reggiana. «Ai quei tempi, primi anni 70, il portiere della prima squadra era un certo Bertini, un omone. E io avevo 13 anni, ma la Genoveffa, la signora che si occupava del vestiario dei giocatori non aveva dubbi: per col ragas che – dice – agh’voln al breghi d’Bertini...». E già che si andrà sul personale, sarà inevitabile che sia lo stesso Ferretti a spiegare la radice del soprannome Stagnola.
Alla presentazione del libro ci sarà anche Luca Vecchi che del libro ha scritto una prefazione in cui sottolinea l’impegno di Ferretti nel mondo del volontariato sociale, «un secondo tempo a cui sono affezionato, quello in cui Romano si spende ogni giorno per il sociale».
m.s.
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