Unahotels, sì agli abbonamenti aspettando palasport più larghi
Oggi la presentazione della campagna che sarà limitata al girone d’andata quando i biancorossi di Caja giocheranno i match interni all’Unipol Arena
Adriano Arati
REGGIO EMILIA. Voglia di partire ma pure voglia, e parecchia, di abbattere gli attuali vincoli di presenza. Le società della serie A di basket continuano a ribadire la necessità di aumentare il tetto di ingressi per gli eventi sportivi al chiuso rispetto all’odierno limite del 35%. Di questo si è discusso mercoledì all’assemblea di Legabasket. Riportare il pubblico sugli spalti è elemento fondamentale per mantenere viva l’attenzione e per la sopravvivenza economica di molti club, che basano una porzione importante del proprio bilancio sugli incassi garantiti da abbonamenti e biglietti singoli. L’Italia è oggi uno dei Paesi europei più rigidi al riguardo, ad agosto la soglia è stata alzata dal 2% al 35% in zona bianca, lontana però dall’approccio di altre nazioni.
L’obiettivo minimo rimane il 50%, nella speranza di alzare alla piena capienza. La posizione ufficiale è quella di continuare la pressione sul Governo per ritoccare le attuali cifre, così da poter predisporre al meglio l’organizzazione delle prime gare. Molte realtà puntano a campagne modulari, con pacchetti strutturati sui limiti di questi giorni ed eventualmente ritocchi per il girone di ritorno. È il caso di Pallacanestro Reggiana, che oggi presenterà le proprie proposte di abbonamenti, partendo dal girone di andata a Bologna. I biancorossi sono in una situazione particolare, oltre al tema numerico vi è quello della “doppia sede”, con i primi mesi di match sicuramente ospitati dalla Unipol Arena e il ritorno al PalaBigi con il 2022. Ma in che mese, del 2022, è ancora difficile capirlo, con il cantiere nel palazzetto in pieno svolgimento. L’idea di fondo è comunque quella di iniziare in ogni modo, proseguendo intanto nelle richieste. Nel concreto, però, le visioni sono molto diverse. Nel corso dell’assemblea, la Fortitudo Bologna avrebbe proposto di sospendere la serie A sino all’innalzamento del tetto, approccio non tanto diverso da quello vagheggiato la scorsa settimana dalla Virtus Bologna. Brindisi invece avrebbe voluto un segnale concreto sotto forma di “sciopero” alla prima giornata: le squadre non si sarebbero dovute presentare in campo per evidenziare l’attuale sofferenza. Queste idee sono state bocciate, le indiscrezioni sono comunque circolate rapidamente generando la secca reazione del presidente di Lega Basket Gandini. L’obiettivo rimane comunque il 100%, da raggiungere anche a tappe.
«I club di Serie A si rendono conto di come nell’agenda del paese esistano al momento altre importanti priorità, a partire dall’apertura delle scuole già la prossima settimana». Nessuna guerra che difficilmente verrebbe compresa. Ma al tempo stesso la convinzione che il tetto del 35% della capienza vada superato.
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