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«Non sono ancora al top ma ogni giorno do il massimo per la Unahotels»

NicolÒ valli
«Non sono ancora al top ma ogni giorno do il massimo per la Unahotels»

Il play/guardia Bryant Crawford ha iniziato in ritardo la preparazione «Il Covid e la quarantena mi hanno rallentato, ora sto recuperando» 

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l’intervista

NicolÒ valli

È arrivato a Reggio quanto la Unahotels era in ritiro. La positività al Covid l’aveva bloccato prima della partenza dagli Usa e la quarantena gli aveva quindi impedito di lavorare insieme ai compagni sin dal primo giorno.

Bryant Crawford era asintomatico, ma inevitabilmente qualche cosa sta pagando a livello fisico. Con impegno e dedizione il play/guardia sta comunque cercando di integrarsi e portare il proprio contributo in una squadra nuova come è la Unahotels, fresca di eliminazione dalla Supercoppa.

Era possibile passare il turno o, al momento, Venezia viaggia a un livello superiore al vostro?

«Nel complesso è andata molto bene per noi. Ci è mancato poco per qualificarci. L’eliminazione ci è servito per capire a che punto siamo e dove possiamo migliorarci in vista del campionato. Venezia è sicuramente un top team, siamo stati condannati da tante piccole cose ma il bilancio della manifestazione non può che essere positivo».

Come prosegue il processo di inserimento in squadra?

«A causa del Covid e della quarantena cui ho dovuto sottopormi, la mia posizione era un po’ più indietro rispetto agli altri, ma giorno dopo giorno mi sto mettendo in pari e sto recuperando quello che ho perso. L’amalgama tra noi è buona e nei prossimi mesi la situazione non potrà che migliorare sempre di più».

Cosa le chiede in particolare l’allenatore Attilio Caja?

«Mi chiede ogni giorno di lavorare duro, imparando a guidare la squadra nel modo giusto e migliorando nei dettagli sia in attacco che in difesa per valorizzare ogni possesso. Io sto facendo di tutto per accontentare le sue richieste».

Un primo giudizio sulla Lega Italiana: è come se l’aspettavi?

«Sì. Si tratta di un campionato molto fisico, competitivo e senza squadre materasso. Il livello medio è poi molto alto».

Lei è un buon passatore ma in carriera ha dimostrato anche di saper fare anche canestro. Ha preferenze nel suo gioco?

«Non mi interessa particolarmente. Che sia regista o realizzatore, quello che guardo a fine partita è se abbiamo vinto o no. Qualsiasi giocata finalizzata al successo va bene, che sia un tiro, un passaggio, un rimbalzo piuttosto che una rubata».

Quanto può aiutarla avere in squadra e nello stesso ruolo un leader esperto come Andrea Cinciarini?

«La sua presenza è importantissima per me. È un giocatore con un amore e una passione incredibili per questo gioco. Ha giocato infatti al livello più alto di questa lega e risponde a tutte le mie domande per favorire il mio inserimento. Alza la nostra competitività durante gli allenamenti e questo non fa altro che migliorarci».

Come sono andate le prime settimane a Reggio Emilia?

«Mi trovo molto bene, Reggio è una bella città. Apprezzo l’organizzazione della società, e anche in giro ho incontrato persone amichevoli e ospitali».

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