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«Diamole tempo ma questa Reggiana è da primato insieme al Modena»

Luigi Cocconcelli
«Diamole tempo ma questa Reggiana è da primato insieme al Modena»

Il tecnico Luciano Foschi fa le carte al campionato: «I granata si sono molto rafforzati nel finale di mercato»

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REGGIO EMILIA. Luciano Foschi era pronto a ripartire dalla serie D con il Chievo, ma il progetto di Sergio Pellisier e naufragato e così il tecnico reggiano d’adozione resta alla finestra. In attesa di una chiamata l’ex tecnico di Reggiana, Livorno, Renate, Ravenna, Carpi... si tiene aggiornato guardando partite e andando a seguire allenamenti.

Gli abbiamo chiesto di fare le carte al campionato che è agli albori.

Mister Foschi, che campionato dobbiamo attenderci?

«Difficile come sempre, dove non mancheranno le sorprese. Un campionato dive il blasone conta zero. Conterà l’abnegazione in allenamento, la praticità, la voglia di emergere, oltre, ovviamente, alle qualità tecniche e l’organizzazione di squadra».

Sull’esempio della nazionale di Mancini, si cercherà di segnare un gol in più o si tornerà a speculare, a pensare di subirne uno in meno degli avversari?

«Il livello tecnico, anche in serie C, è cresciuto, ma il discorso vale pure per i dilettanti. La tendenza è a cercare di giocare, ad essere più propositivi, poi è evidente che serve equilibrio».

Quanto incide il ritorno del pubblico?

«La normalità è avere gente allo stadio ed è uno stimolo per chi personalità».

Le cinque sostituzioni che peso possono avere?

«Determinanti, ti permettono di cambiare volto alla squadra ed alla partita, sopperire ad eventuali giornate storte di qualche elemento, consentono a chi ha la panchina lunga e valida di non perdere freschezza».

Se la sente di stilare una griglia di partenza?

«Come no, una decina di giorni fa avrei messo in pole position il Modena, che ha fatto una campagna acquisti sontuosa e ha affidata ad un tecnico esperto come Tesser un organico numericamente e qualitativamente ricco. Ma dopo gli innesti delle ore conclusive del mercato, direi che la Reggiana non è da meno, non nasconde ambizioni di vertice ed ha costruito una squadra solida ed all’altezza delle aspettative. La Reggiana è coperta in ogni ruolo, ci sono tutti i presupposti per un torneo di primo piano. Poi vanno considerate le altre due retrocesse Entella e Pescara».

Il Siena?

«Non si può considerare alla stregua di una neopromossa, non vai a prendere un direttore come Perinetti, elementi come Paloschi, Varela, Terzi se non miri al bersaglio grosso. Mi pare un passettino indietro rispetto a Reggiana, Modena, Entella e Pescara».

Finora Cigarini e Rossi non sono mai stati schierati assieme. Il dilemma è sempre quello, tatticamente non si corre il rischio che i due si pestino i piedi ?

«Premesso che è molto più facile far giocare assieme elementi bravi, e Rossi e Cigarini lo sono sicuramente, che meno dotati, la coesistenza è possibile».

Diana pare orientato ad utilizzare spesso un 3-4-2-1, non c’è il rischio che poi soffra in fase di non possesso palla?

«La fase difensiva non è fatta di uno contro uno, ma di compattezza di squadra, di diagonali, di organizzazione. Poi Rossi e Cigarini in fase d’interdizione non sono due paletti. Cigarini ha curriculum ed esperienza, non puoi disputare tante partite e stagioni in serie A a centrocampo se non ti metti a disposizione anche in fase di non possesso. Rossi per la categoria è un super, potrebbe forse stare anche al piano di sopra ed avere due così, con tanta qualità, è un vantaggio».

La rosa lunga può a lungo andare rappresentare un handicap, troppi galli nel pollaio, chi gioca poco non può essere soddisfatto…

«Assolutamente no, il campionato è lungo, ci sarà spazio per tutti, meglio avere qualche giocatore forte in più».

Finora, tra amichevoli, Coppa Italia e campionato, la Reggiana ha giocato 5 volte contro avversari di pari categoria ed ha segnato solo quattro gol (due per di più, su calcio piazzato). Tanta mole, possesso palla e poche reti all’attivo, c’è da preoccuparsi?

«Se cominciamo a preoccuparci quando il campionato è appena iniziato siamo messi male, di solito per dare un giudizio definitivo bisogna attendere una decina di partite ufficiali, la Reggiana ha cambiato molto, allenatore, modo di stare in campo, giocatori, alcuni sono arrivati tardi e debbono guadagnare la miglior condizione. Bisogna darle il tempo di lavorare. Diana per come lo conosco è bravo, attento, avrà sicuramente capito cosa non va, dove migliorare ed intervenire di conseguenza, basta lasciarlo lavorare in tranquillità».

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