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«Questa Reggiana ha più forza e talento di quella della serie B dello scorso anno»

wainer magnani
«Questa Reggiana ha più forza e talento di quella della serie B dello scorso anno»

L’ex Marcos Espeche è ora un punto di forza del Pontedera «I granata possono battere la Pistoiese, ma guai a sottovalutarla» 

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Il personaggio

wainer magnani

Marcos Espeche è stato uno giocatori più amati dai tifosi della Reggiana per la dedizione al sacrificio. Ora in forza al Pontedera, team che attualmente ha 5 punti, gli stessi della Reggiana e nell’ultimo turno di campionato ha superato proprio la Pistoiese per 2 a 0.

«La Pistoiese - rimarca l’ex granata - è una squadra che predilige il palleggio da dietro e la costruzione dal basso. Dato che lo fanno bene ritengo sia una impostazione voluta dall’allenatore. Un palleggio che a volte risulta sterile ma in diverse occasioni la fanno bene, perché hanno uomini che sanno verticalizzare. Logico che a volte fanno tanto possesso ma sono poco incisivi».

La Pistoiese è stata ripescata dalla serie D. Crede che a livello livello tecnico possa competere con la Reggiana?

«In rosa c’è qualche giocatore di valore e questo possesso palla lo fanno in modo disinvolto. Si fidano delle loro qualità tecniche. È anche vero che hanno un punto in tre partite ma la vittoria della Reggiana non è scontata».

Però il divario tra Reggiana e Pistoiese è netto.

«Non credo che la Reggiana avrà problemi a vincere, perché la qualità è superiore. Se mettiamo a confronto l’organico risulta evidente questo aspetto, però, non bisogna mai sottovalutare nessun avversario».

Che idea si è fatto della Reggiana del tecnico Aimo Diana?

«Quella granata è una squadra molto forte ma del resto lo sanno tutti, vista la rosa ampia e di assoluto valore. Il vantaggio a favore della Reggiana è che può variare durante nel corso di una partita o di tutta la stagione. Farà bene ne sono convinto e sarà certamente favorita per la promozione. Tutto è nelle sue mani».

Ma cosa serve realmente per vincere un campionato?

«Non sottovalutare mai l’avversario, perché quello che salta agli occhi è un girone molto equilibrato, non c’è una squadra da poter dire “oggi vinco facilmente”. Per portare a casa i tre punti devi affrontare ogni gara come se fosse una finale».

C’è un giocatore delle Pistoiese che l’ha impressionata in modo particolare?

«La formazione toscana ha tanta fisicità in attacco anche se questo non credo che sia un problema per Rozzio e compagni. Non c’è un singolo giocatore che mi ha colpito ma il gruppo nella sua compattezza».

Si dice che la Reggiana di quest’anno è più forte di quella che ha affrontato il campionato di serie B, è d’accordo?

«Non c’è dubbio: questa è una Reggiana che ha più qualità ed esperienza dello scorso che ha aveva giovani validi e interessante ma la squadra di Diana è superiore».

Le critiche si sono addossate soprattutto sul reparto avanzato e in particolar modo su Zamparo. Cosa ne pensa?

«Luca (Zamparo, ndr) ha bisogno di tranquillità. Un attaccante vive di momenti, se le cose vanno bene riesce ad avere la testa libera. Per stare al meglio deve fare gol, non importa se gioca bene o male. Per questo dico a Zamparo che deve stare tranquillo perché il gol lo farà anche se forse in questo momento il fatto di voler segnare lo condiziona ma è nella continuità che troverà il giusto rendimento».

Si può dire che è una Reggiana che finalizza poco?

«Non credo alla squadra granata manchino le potenzialità per arrivare al gol. Scappini ha esperienza, Zamparo è valido e poi ci sono validi giocatori a sostegno».

Venendo alla sua esperienza in granata cosa le è rimasto dentro dei due anni vissuti a Reggio?

«Inutile rimarcare che a Reggio sono rimasto legato. Con i tifosi si era creata una empatia reciproca. Da parte mia so che i tifosi reggiani mi hanno apprezzato per il mio impegno e per la determinazione nel non darmi mai per vinto. Non mi sono mai risparmiato per la causa granata e credo che questo si sia notato».

L’allenatore Aimo Diana ha rimarcato che c’è poco equilibrio nei giudizi. È d’accordo?

«È normale che i tifosi vogliono i risultati ma se non arrivano e vedono in campo una squadra che da il 110 % delle sue possibilità la sosterranno fino alla fine. Il tifoso granata vuole vedere sudare per la maglia a prescindere dai risultati. I giocatori rappresentano la maglia per cui tifano e da loro, da tutti loro, vuole il mille per mille».

È ancora in contatto con i suoi ex compagni di squadra ?

«Tra di noi c’è un legame forte. Magari le strade professionali si sono divise ma resta indissolubile il nostro rapporto di amicizia».

Sia sincero: rimpiange di non essere rimasto alla Reggiana?

«Non nego che sarei rimasto volentieri, ma il Pontedera che è una società solida, strutturata e vicino a casa. Una società che mi ha prosposto un biennale pur a 36 anni. Ne ho parlato con il direttore sportivo granata Doriano Tosi e mi ha detto che in quel momento non poteva darmi nessuna certezza, anche se c’era stima. A quel punto ho ringraziato perché la Reggiana mi ha dato la possibilità di giocare in serie B ma ho fatto la scelta di andare a Pontedera».

Non si può definire che sia stata una scelta sbagliata visto che il Pontedera ha gli stessi punti della Reggiana.

«Abbiamo, però, obiettivi diversi».

Quando con la maglia del Pontedera affronterà la Reggiana, sarà una bella emozione?

«Mi troverà di fronte degli amici che però sono anche professionisti. Il nostro obbligo sarà vincere».

Cosa c’è nel suo futuro? Le piacerebbe intraprendere la carriera di allenatore?

«Mi piacerebbe lavorare con i giovani, con i ragazzi che hanno al massimo di 15 anni perché credo poter dare di più ai ragazzi che non agli adulti».

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