Valorugby-Vianese, unione magica
Il patron Enrico Grassi presenta il rivoluzionario progetto di collaborazione per il settore giovanile
Adriano Arati
reggio emilia. Due squadre insieme per la crescita, sul campo e soprattutto sul territorio, per valorizzare i giovani e rappresentare un riferimento per le famiglie. È un progetto che guarda all’agonismo ma prima di tutto alla promozione dello sport, quello lanciato insieme da Valorugby Emilia e Vianese Calcio, le due società di proprietà di Enrico Grassi, presidente dell’E80 Group, la multinazionale della meccatronica con sede Viano di cui Grassi è stato il fondatore.
La formazione di rugby è una delle prime realtà italiane e in questa stagione punta senza nascondersi allo scudetto, la Vianese è approdata in Promozione ed ha allestito una squadra ambiziosa. Questo per i “grandi”, ma l’attenzione di Grassi, trasformata in realtà dalle due società, è per i settori giovanili, che d’ora in poi lavoreranno insieme per sostenersi reciprocamente sulla logistica, sull’organizzazione, sulla gestione delle strutture e sul supporto ai ragazzi e alle loro famiglie. Non sarà una polisportiva nel senso classico del termine, le società rimangono formalmente separate con identità autonome, ma opereranno in continuo contatto per garantire il massimo livello possibile per le giovanili.
Del cammino faranno parte anche altre due compagini targate E80, la squadra di calcio a 5 femminile di Viano e la LG Competition di Castelnovo Monti, una delle principali formazioni del basket reggiano, impegnata in serie C Gold.
Il progetto è stato presentato ieri pomeriggio a Villa Tacoli ad Albinea, sede del direzionale E80- Grassi, assieme al manager del Valorugby, Roberto Manghi e del presidente della Vianese Eusebio Borghi, ha presentato gli obiettivi “sociali” e sportivi, indossando la maglietta di lancio, con un suo disegno in versione “Zio Sam” che arruola i ragazzi allo sport con il motto “I want to improve you” (tradoutto: ti voglio per migliorare, ti voglio per migliorarti).
«I giovani sono il nostro futuro, parlo da imprenditore e da sportivo. Sostengo i percorsi di formazione scolastica e sportiva dagli anni ’90, e mi piacere miscelare i due aspetti: su 100 atleti, il 2% diventerà un professionista, gli altri andranno a lavorare e potranno essere formati - racconta Grassi - Come imprenditore, è diverso avere dei giovani che lavorano con noi o che lavorano per noi, cambia solo una parola ma è quella decisiva».
«Nel concreto, l’attenzione che stiamo mettendo ci ha permesso di chiamare atleti anche da altre parti d’Italia e del mondo, sapendo che siamo in gradi di ospitarli. Lo facciamo pensando alle residenze, a dove dovranno mangiare. E pensiamo ai trasporti e al coinvolgimento, per tutti i ragazzi».
I numeri sono alti, oltre 200 piccoli atleti per il rugby - con i giocatori della prima squadra impegnati come allenatori - e oltre 120 per la Vianese.
L’ambizione non manca. Il Valorugby, che conta su un budget di circa 1.3 milioni di euro, guarda in alto.
«Vogliamo vincere lo scudetto, avevamo parlato di un programma triennale e siamo al terzo anno, altrimenti dicono che siamo parolai. La Vianese magari sorprenderà tutti e guarderà subito all’Eccellenza».
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