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Roberto Tegoni
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Roberto Tegoni

Pistoia. La Reggiana sbanca il “Melani” di Pistoia 2-0. Lo fa al termine di una partita dai due volti: un primo tempo in cui i granata tengono il pallino del gioco per tutto il primo tempo, riuscendo a trovare la via del gol solamente su un episodio abbastanza fortunoso.

Nella ripresa, la Pistoiese alza i giri del motore e la Reggiana si trasforma. Il possesso palla non è più appannaggio dei ragazzi di Diana, il quale, con i cambi a disposizione cambia pelle alla squadra, riuscendo a mettere in campo una formazione capace di fare la lotta in mezzo al campo e di ripartire in velocità sfruttando gli spazi creati dall’avversario in cerca del pareggio.

Ecco, il primo vero test di questa Serie C – dove la Reggiana deve non solo vincere, ma anche essere capace di farlo risultando a volte più brutta di quel che vorrebbe – la squadra di Diana lo supera in maniera decisa. Prima propositiva, poi operaia. Prima dominante, poi brutta e sporca. Prima sciupona e infine cinica e concreta.

La Reggiana ha mostrato tutte queste facce all’interno di una sola partita e crediamo sia la forza di una squadra che vuole provare a vincere il campionato. Una Reggiana dai due volti alla quale, è giusto sottolinearlo, è andato tutto bene, episodi compresi. Un arbitro più severo avrebbe potuto spedire Luciani negli spogliatoi a fine primo tempo (espulsione evitata perché l’attaccante toscano non era in controllo della sfera), così come avrebbe potuto concedere un rigore alla Pistoiese per intervento dubbio di Guglielmotti in area. Un primo tempo che per la mole di gioco creata (più che di occasioni da rete) la Reggiana avrebbe meritato di chiudere avanti per almeno due gol, mentre per una disattenzione stava per chiuderla in pareggio o, peggio, anche sotto di un uomo. Zamparo ha giocato con la solita generosità, anche se in più di un’occasione ha mancato di freddezza davanti al portiere. A spezzare l’equilibrio di un primo tempo – lo ripetiamo – dominato da parte dei granata – ci ha pensato Marco Rosafio al 37’, con un tiro-cross verso la porta pistoiese a beffare il portiere di casa senza che alcun giocatore, di una squadra e dell’altra, riuscisse ad intervenire.

Nella ripresa, ci si aspetta il copione del primo tempo ed invece, dopo un’occasionissima capitata tra i piedi di Zamparo, la Pistoiese tira fuori la t esta dal guscio. La Reggiana soffre, perde Cigarini per un problema muscolare (affaticamento agli adduttori ma sarà comunque rivalutato in settimana), ma con i cambi (Libutti, Rossi, Del Pinto e Lanini) costruisce i presupposti per arginare a centrocampo la formazione di casa e per colpire in contropiede negli spazi lasciati dagli arancioni. Proprio il tandem Del Pinto-Lanini confeziona la giocata che chiude definitivamente il match: verticalizzazione dell’ex Benevento per il numero 94, che non può chiedere di meglio di presentarsi davanti a Pozzi e infilarlo per il definitivo 2-0. Eric Lanini, un attaccante che un passo alla volta sta trovando lo stato di forma migliore e che troverà sempre più spazio, anche da titolare, in questa Reggiana.

In conclusione, va ricordato che la Reggiana non sempre incontrerà squadre in difficoltà dal punto di vista realizzativo come la Pistoiese. Motivo per cui, occorrerà essere più cattivi sotto porta cercando di concretizzare la grande mole di gioco. Tuttavia i motivi per cui sorridere, oltre alla vittoria, sono anche altri: una squadra capace di cambiare pelle quando serve, Rozzio che si “mangia” Vano in ogni zolla del (pessimo) campo di Pistoia (ironia del caso, sponsorizzato dal meraviglioso vivaio Vannucci), il pareggio fatto col Gubbio valorizzato dal successo degli umbri di ieri niente meno che contro la Virtus Entella per 3-1 e, infine, i 260 rumorosissimi reggiani in trasferta a sostenere i ragazzi.

E adesso, un’altra trasferta toscana. Tra sette giorni, la Reggiana farà visita al Siena. Per verificare i progressi mostrati e rilanciare le ambizioni di alta classifica.

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