Altinier e quel minuto 97 «che non posso dimenticare»
L’ex centravanti granata fu squalificato per 8 giornate per le offese a Perotti
Luigi Cocconcelli
REGGIO EMILIA. Alla soglia dei 40 anni e nonostante sia ai box per la rottura del crociato, Christian Altinier non ha alcuna intenzione di abbandonare il calco. Lasciato il Lentigione sta proseguendo nella fase di rieducazione, è pronto, probabilmente a dicembre, ad iniziare una nuova avventura nel Colorno. Ma al 3 giugno del 2018, al minuto 97 di quel Siena- Reggiana ci pensa ancora. Anche se si sforza di dimenticare.
«Se ci penso- dice l’attaccante classe 1983 che quel campionato in maglia granata realizzò 13 reti, andando, per l’ennesima volta in carriera in doppia cifra- il nervoso mi prende ancora, un rigore assurdo, dopo altri episodi , altre fischiate ai nostri danni, che girò la storia di una società, di una città, di un gruppo di allenatori e giocatori che stava facendo benissimo, che per l’andamento di quella e della sfida d’andata meritava lei di passare il turno, avere la chance di giocarsi la B». Altinier si beccò 8 giornate di squalifica. «Mi hanno fatto passare per quello che non sono, io, l’ammetto, l’arbitro l’ho pesantemente insultato, ho perso il controllo, sapevo che sarei andato incontro ad una squalifica ma l’ingiustizia era stata troppo grande, però non l’ho mai minacciato, men che meno di morte, non mi capacito di come sia scritto nel referto, una falsità che mi ha fatto male perché contraria e ben distante dalla persona che sono, basti pensare che in quasi vent’anni di carriera prima mai ero stato espulso o squalificato per ingiurie».
A distanza di anni può dirlo, cercato un colloquio, chiesto una spiegazione al sig. Perotti?
«In campo, a fine partita non ha proferito parola, poi io pubblicamente mi sono scusato, ma non l’ho più cercato».
La Reggiana la segue?
«I risultati li guardo sempre, faccio fatica a vedere la serie A, quindi dal vivo poche occasioni, ma ero in tribuna a Modena».
Un giudizio?
«Positivo, come collettivo ha espresso un gioco superiore, pratica un calcio propositivo, ha, al pari del Modena, grandi individualità, ma dalla sua una rosa maggiormente dotata e completa, un numero superiore di opzioni, può davvero competere per il primato».
Raccoglie meno di quanto semina, non finalizza a sufficienza il gran possesso palla, forse servirebbe un centravanti d’area come l’ Altinier dei tempi migliori?
«I centravanti buoni li ha, è che mi pare giochi con una sola punta e molti trequartisti, e questo finisce per lasciare l’area un poco vuota, andrebbe riempita di più, Zamparo o chi per lui avrebbe bisogno di una maggior assistenza, così si trova spesso solo contro 2 centrali, poi il calcio è fatto di periodi, ci sono momenti in cui la palla non entra anche se concludi più volte, altre che ti basta un tiro per segnare, mi ricordo che anch’io le prime partite nella Reggiana facevo fatica , ricevevo critiche , poi ho ingranata e tutto andò via liscio. Fino a quel minuto 97…».
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