Gazzetta di Reggio

Sport

L’ANALISI 

L’arma segreta di Aimo Diana una squadra di 22 titolari

W.M.
L’arma segreta di Aimo Diana una squadra di 22 titolari

3 MINUTI DI LETTURA





l’analisi

Tanti sono i fattori che hanno determinato il successo della Reggiana a Siena, vedi i due splendidi gol realizzati in avvio di partita e una condizione atletica in crescendo. Però un elemento emerge in modo preponderante: la capacità di Aimo Diana di adattare e modificare l’assetto della Reggiana senza smarrire la sua identità che è fatta di intensità, occupazione degli spazi e vocazione offensiva. A Siena il tecnico Diana ha schierato per la prima volta un attacco con Rosafio a destra, Lanini a sinistra e al centro Zamparo che ha giocato a tutti campo lasciando a Lanini il compito di diventare a tratti la prima punta.

CORAGGIO DI OSARE

Un tridente di qualità: Rosafio per la capacità di fare assist, Lanini per la propensione a buttarsi negli spazi e Zamparo a lottare su ogni pallone sia in fase offensiva sia come primo difensore. Non è stato un cambiamento di poco conto perché oltre ai due gol realizzati la Reggiana si è divorata almeno tre gol che sembravano già fatti. Diana ha dato dimostrazione di non essere integralista bensì un mister illuminato perché ha adattato la squadra all’avversario utilizzando al meglio l’organico a disposizione. Poi è vero che è facile quando hai 22 titolari ma occorre avere la saggezza di mettere al centro del progetto gli uomini. A centrocampo ha scelto di non modificare ciò che aveva dato buoni frutti nelle precedenti partite chiedendo solo al “professor” Cigarini e a Sciaudone di giocare “a due” in mezzo con i soliti Guglielmotti e Contessa stantuffi esterni. Nella trasferta più impegnativa ha tolto un centrocampista per un attaccante.

DUTTILITà

In difesa, alla vigilia della trasferta di Siena, Diana non poteva disporre dei due difensori mancini Camigliano e Cauz ma nessun se n’è accorto. E questo grazie soprattutto alla duttilità di un giocatore come Alessio Luciani che, onestamente, in sede di mercato tutti avevano un po’ sottovalutato e che invece è un difensore di una utilità unica. L’altro aspetto da rimarcare e che va a merito di Laezza è il fatto di esserci fatto trovare pronto pur avendo giocato solo 17 minuti subentrando a Luciani in occasione della prima partita col Montevarchi. Nelle altre partite è rimasto seduto in panchina ma a Siena, quando è stato chiamato in causa si è fatto trovare pronto. Rispetto a questa disposizione difensiva, il trainer ha un’altra arma tattica a disposizione e che in parte ha già utilizzato: giocare con due centrali e poi inserire due esterni offensivi consentendo di avere a centrocampo un uomo in più.

VERSO CARRARA

Un modulo 4-3-3 ancora più spregiudicato rispetto a quello visto a Siena. È quello che si prospetta per la partita contro la Carrarese per cui si ipotizza un’ampia rotazione ma soprattutto si dovrà scardinare una massiccia linea difensiva stile Gubbio. Cauz è recuperato, ieri si è allenato e giocherà, Camigliano no.

W.M.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google