Esteki non ha dubbi «Io, iraniano-emiliano al Valorugby mi sento davvero a casa»
RUGBY TOP 10 / Il giovane mediano di mischia ha messo a segno la sua prima meta contro la sua ex squadra
il personaggio
Aveva già indossato la maglia del Valorugby per 40 minuti nel match di Coppa Italia contro il Piacenza. Ma sabato scorso a Roma per Ali Esteki, 24enne mediano di mischia originario di Isfahan (Iran) ma cresciuto a Modena, è arrivato il debutto da titolare tra i Diavoli. Un debutto speciale perché impreziosito dalla meta segnata agli ex compagni di squadra della Lazio.
«Esordire con la nuova maglia granata dei Diavoli è stato bello ed emozionante – spiega Esteki – Farlo sul campo della mia ex squadra ha reso tutto ancor più speciale, e poi è arrivata anche la meta che è stata frutto di un lavoro di squadra provato in allenamento. Coach Manghi ci chiede di muovere la palla velocemente e di seguire l’azione. Castiglioni è stato bravo a trovare lo spazio giusto e io ho dovuto solo capitalizzare il lavoro dei compagni».
Ottanta minuti in campo alla prima da titolare è stato un bel test anche dal punto di vista fisico.
«Ci alleniamo bene in settimana con uno staff di prim’ordine. Dal punto di vista personale penso di aver giocato una buona partita anche se si può sempre fare meglio. La cosa più importante però è la prestazione della squadra. Ci siamo svegliati un po’ tardi, lasciando a loro i primi 15 minuti, ma poi la reazione è stata formidabile, abbiamo già lanciato un bel segnale al campionato».
Quello del mediano di mischia è un ruolo ben coperto in Valorugby: come vivi la convivenza con i compagni?
«La vivo benissimo, se soffrissi la concorrenza di compagni nel mio ruolo allora avrei dovuto fare uno sport individuale, non di squadra. La realtà è che con Thomas e Gonzalo (Dominguez e Garcia, ndr) siamo tre mediani giovani con margini di crescita. Io sono qui per questo, per migliorare. Al Valorugby ho trovato la cura dei dettagli che contraddistingue le squadre di vertice e soprattutto una serie di giocatori incredibili da cui non posso far altro che imparare ogni giorno».
A differenza di molti rugbisti, Esteki ha un fisico “brevilineo” (è alto 1,68 per 79 chili). E’ una difficolta o un valore aggiunto?
«Nel mio ruolo per fortuna è un valore aggiunto, perché servono quelle doti di velocità e agilità utili ad innescare i compagni che un brevilineo può portare in dote alla squadra. Il mio idolo è George Gregan, ex mediano di mischia dell’Australia, pure lui non era tanto alto ma in campo eccome se era un valore aggiunto».
Come altri Diavoli, anche Esteki accompagna la carriera rugbistica a quella universitaria. Come procede?
«Sono iscritto a Economia e Commercio. Reggio oltre ad essere una squadra di vertice permette anche di conciliare esami e allenamenti, non potrei chiedere di meglio. Sono qui per migliorare come giocatore e crescere come uomo».
Anche per seguire il sogno di giocare a rugby in questi anni ha girato un po’ l’Italia. Ha intenzione di fermarsi?
«In effetti dopo aver giocato per diverse stagioni tra Firenze e Roma, mi sono avvicinato a casa. Vivo a Modena da quando avevo 6 anni, sono persiano di nascita ma ormai emiliano a tutti gli effetti».
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