«Non ho dubbi Per me la Regia è la migliore»
L’ex Riccardo Martinelli è ora alla Viterbese «Il Pescara è forte, ma i granata di più»
l’intervista
Siena, sportivamente parlando, è stata vendicata. Domenica la Reggiana proverà a fare altrettanto a Pescara, campo per i granata da sempre ostico e che ad inizio maggio vide in scena, contro una squadra di casa praticamente già spacciata, probabilmente la peggior edizione dell’era Alvini. La Reggiana rimediò quel giorno una sconfitta che chiuse di fatto ogni discorso salvezza.
Il rammarico, per esempio, di Riccardo Martinelli, se pensa alla scorsa stagione, non è tanto a quelle ultime tre partite, ma alla fase di mezzo del girone d’andata, a quelle sette sconfitte in otto partite, quando «eravamo contati, in pochi, troppe defezioni per un motivo o l’altro, troppe partite perse in quei due mesi».
L’ex granata ora è ai box a causa della lussazione alla clavicola rimediata una decina di giorni fa proprio a Pescara nell’occasione che propiziò il rigore del momentaneo vantaggio della sua Viterbese. Conta di rimettersi perché a fine novembre ci terrebbe tanto a giocare a Reggio.
«Il Pescara è forte - racconta - Con noi è andata subito sotto e questo l’ha un po’ condizionata, alla fine ha messo in campo e con le cinque sostituzioni avere tanti giocatori di valore, specie nel reparto offensivo, conta».
Tatticamente che spartito suona?
«Un 3-4- 3, con una punta centrale e due attaccanti esterni, come da filosofia del suo allenatore Auteri, uno che predilige un gioco propositivo, offensivo».
Punti deboli, per una costruita con ambizioni di primato pare subire un poco troppe reti - sono già 8 - questione di equilibri da trovare o altro?
«Non parlerei di equilibrio, anche se forse non è sempre puntuale nelle marcature preventive, piuttosto mi ha dato l’impressione di essere in certe circostanze, ad esempio sulle palle inattive, un po’ distratta».
La Reggiana che partita deve fare per uscire con un risultato positivo?
«Non deve pensare a chi ha di fronte, ma fare la sua gara, lo dico con piacere: per me è la migliore».
C’è mai stata l’opportunità di un rinnovo con la Reggiana?
«Se n’era parlato. Se fosse rimasto Alvini non ci sarebbero stati dubbi. Poi il direttore mi ha spiegato che il nuovo allenatore aveva chiesto giocatori con le caratteristiche diverse dalle mie. Anche se…»
Anche se?
«Detto senza polemiche non mi pare che poi quelli che sono arrivati abbiano caratteristiche tanto dissimili dalle mie. Per carità, sono scelte legittime che io rispetto».
L.C.
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