Diana: «Preferirei esserci ma ho totale fiducia nel gruppo»
Il tecnico granata sconterà la squalifica comminata per le bestemmie
l’intervista
La vittoria di ieri dell’Ancona ricaccia al secondo posto la Reggiana che oggi si presenta a Pescara senza il suo condottiero Aimo Diana che, causa squalifica, seguirà la partita dalla tribuna.
«Non ho nulla da commentare - dice - qualcuno può aver sentito qualcosa ma non ricordo. Mi dispiace perché una squalifica non fa piacere. Avrei preferito essere al mio posto ma ho totale fiducia nel gruppo e cercheremo di comunicare in qualche modo».
Crede che la squadra possa risentire di questa assenza?
«Non credo. Lavoriamo insieme da un paio di mesi e sappiamo cosa dobbiamo fare anche in virtù del fatto che siamo una squadra esperta».
Ha preparato qualcosa di particolare per questo match?
«Di particolare no anche perché abbiamo avuto pochi giorni a disposizione. Abbiamo lavorato su qualche concetto ma niente di particolare anche perché il Pescara ha una fisionomia ben definita che conosciamo bene. Sarebbe banale dire che si tratta di una squadra forte, ma preferisco concentrarmi su quello che dobbiamo fare noi».
Squadra forte che però ha subito otto gol. Non ritiene siano un po’ troppi per una formazione che punta alle prime posizioni?
«Ne fanno anche tanti. Sui gol subiti ho poco da dire e comunque questo non significa che schiererò una squadra più offensiva. Continueremo con la nostra idea di gioco».
Torniamo alla partita di martedì: è rimasto soddisfatto delle prestazione di chi avevano avuto meno spazio?
«Sì, sono rimasto soddisfatto. Ero consapevole delle difficoltà che avremmo potuto incontrare, non tanto atletiche ma d’intesa. Solo allenandosi sempre insieme questi problemi si risolveranno. Detto questo, prepariamoci a molte partite tipo quella contro la Carrarese: difficili e complicate. Di quelle che se pensi di avere già vinto, siamo fuori strada. E quando ti trovi ad affrontare queste squadre le soluzioni sono due. O prepari il fischietto e se stiamo pareggiando o perdendo iniziamo a fischiare, oppure facciamo come hanno fatto i nostri tifosi che onestamente devo ringraziare perché hanno avuto pazienza, ci hanno sostenuto nel momento di difficoltà e li abbiamo sentiti: nel nostro stadio sono determinanti. È stato un bel segnale per tutto l’ambiente. Non sono uno che fa elogi ma ci tengo a dire che sono stati positivi e hanno dimostrato maturità».
Oggi a Pescara si riparte dalla difesa a tre?
«Sicuramente sarà così. Siamo consolidati ma siamo anche in grado di poter cambiare a partita in corso. Adesso con la rosa al completo, Scappini a parte per un problema alla schiena, preferisco partire dalle certezze».
Però ci sono giocatori “più titolari” rispetto ad altri.
«La squadra diventa davvero una squadra quando le gerarchie iniziano a delinearsi. Ma in tutti gli sport c'è chi primeggia e chi fa il gregario e anche le squadre di calcio funzionano allo stesso modo. Ma resto convinto che alla lunga tutti si renderanno utili».
Il caso di Covid scoppiato in seno al Pescara vi ha messo in apprensione?
«Assolutamente no. Siamo in contatto con il Pescara e al momento è tutto sotto controllo. E questa è la dimostrazione che la campagna vaccinale sta funzionando. L'anno scorso dopo il primo caso, qui ne sapete qualcosa, diventano molto di più dopo pochi giorni».
Cristiana Filippini
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