La Reggiana a Pescara a caccia del record Scontro al top fra due pretendenti alla B
I granata inseguono il quarto successo consecutivo per superare il traguardo raggiunto dal team di Pane nel 2008/09
Wainer Magnani
reggio emilia. La Reggiana a Pescara insegue la quarta vittoria consecutiva.
Il record appartiene ancora alla squadra allenata da Alessandro Pane che lo raggiunse nella stagione 2008/09 con le vittorie contro Sambenedettese Cesena Pro Patria e Lumezzane.
Oggi la squadra granata vanta non solo il record della miglior difesa d’Italia ma è anche capolista del girone e questo non succedeva da molti anni. E bisogna tornare sempre alla Reggiana di Alessandro Pane per ritrovare i granata in vetta.
Due anni fa, invece, sotto la gestione Alvini la Regia aveva gli stessi punti (14) ma aveva due punti di ritardo sul Padova e alla settima giornata aveva pareggiato contro l’Arzignano.
Se poi prendiamo, invece, in esame i precedenti allo stadio Adriatico i numeri sono decisamente contrari ai granata: una sola vittoria (stagione 48/49), due pareggi e ben 11 sconfitte.
La Reggiana non fa risultato all’Adriatico da 20 anni: era il 15 dicembre del 1991 con De Falco che agguantò il pari dopo il vantaggio di Gelsi.
Statistiche, record e precedenti a parte oggi la Reggiana è al secondo confronto diretto contro avversari che hanno, come i granata, ambizioni di promozione in serie B. Due neoretrocesse dalla serie B, qualche brutto ricordo da cancellare, come le due sconfitte rimediate lo scorso anno ma soprattutto un obiettivo imprescindibile: avere continuità di prestazioni e di risultati. Il tutto senza dimenticare che Rozzio e compagni hanno l’invidiabile primato di miglior difesa d’Italia dato che hanno subito un solo gol in sei partite e anche a Pescara vorranno aumentare l’imbattibilità del portiere Venturi che dura da 405 minuti. Siamo ancora lontano dal record di 1.791 minuti di Tarabocchia del Lecce (stagione 74/75) ma si può certamente avvicinare al record granata di Boranga di 573 minuti (stagione 68/69) oppure di 630 minuti di Luca Bucci (92/93) nell’anno della promozione in serie A o di Nico Facciolo con 873 minuti (stagione 88/89).
Numeri che esprimono, anche se solo in parte, il valore della Reggiana di Aimo Diana (oggi squalificato e sostituito da Baresi) perché nella sostanza i granata sanno che per poter portare a casa un risultato positivo da Pescara devono fare la partita, il che significa avere il dominio del gioco. Sarà proprio questa il tema tattico perché entrambe le squadre, per valori e caratteristiche, hanno come filosofia il predominio del possesso palla. Cigarini come Memushaj sono gli uomini che dettano i tempi della manovra e gestiscono la palla e sarà proprio il loro predominio che farà la differenza. Ovviamente un uomo da solo non può fare la partita e per questo motivo servirà la miglior Reggiana per esprimere anche all’Adriatico tutte le potenzialità messe in mostre in questo avvio di stagione.
Una sfida che si deciderà nella capacità di avere un predominio nel gioco e per questo il match sarà spettacolare e di alto spessore tecnico. Poi è possibile che, come spesso accade, quando si affrontano due squadre di pari valore, possa essere un episodio a determinare la vittoria di una o dell’altra squadra. E la speranza è che non sia un errore arbitrale.
Il Pescara ha una peculiarità: è una squadra che non muore mai e lo dimostra il fatto che ha vinto o pareggiato tante gare nei minuti finali. E questo non è frutto della casualità o della fortuna ma di una mentalità che il trainer Auteri ha saputo trasmettere.
Utile e interessante, però, sottolineare che anche Diana ha diverse frecce nel suo arco a iniziare dal goleador Neglia, un attaccante che partendo dalla panchina segna ogni 39 minuti. Un valore aggiunto come lo è una panchina dove ci sono 22 titolari, di cui 16 sono chiamati a giocare la partita.
In settimana il Covid ha colpito un giovane aggregato alla prima squadra, ma il pericolo è ormai scongiurato perché tutta la squadra è risultata negativa ai tamponi.
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