Locatelli, un formaggino che fa tanto bene
Dopo il Chelsea anche il combattivo Toro cade contro la Juve senza attaccanti: decide nel finale il giovane regista
TORINO. Gran finale dopo un derby equilibrato: Locatelli, ancora lui, decide il derby a pochi minuti dalla fine. E non è un gol casuale: l’impressione è che il ragazzo ex Sassuolo abbia definitivamente preso in mano il volante della Juve e che possa rappresentare quello che Allegri ha sempre chiesto nel suo impianto tattico: il centrocampista che si inserisce e fa gol.
Dopo il Chelsea, il Torino: due vittorie di misura, abbastanza simili, senza attaccanti, con una difesa finalmente ricompattata. Quello che il tecnico livornese voleva. La Juve ha cominciato a spron battuto, fallendo due favorevoli occasioni con Kean e McKennie, poi ha lasciato al Toro l’iniziativa e la squadra di Juric ha fatto meglio e ha avuto due possibilità con Lukic e Mandragora. Ma, è giusto dirlo, la partita per una mezz’ora è diventata una marmellata appiccicosa a centrocampo, senza particolari impennate.
Insomma, il derby è rientrato nei suoi confini di partita combattuta ed equilibrata e fors’anche noiosa, tranne che per i tifosi, ovviamente. La Juve è partita meglio nella ripresa e alla fine ha avuto ragione dell’avversario con il gol di Locatelli. Poi Kulusevski è andato vicino al raddoppio: palo. Toro matato. Con il successo della Juve nel Derby della Mole (il quarto consecutivo dei bianconeri fra campionato Champions) , la squadra di Allegri ha dato segni tangibili della propria graduale resurrezione. È stato un derby con sfaccettature non solo cittadine: la Juve si è riappropriata del primato cittadino in classifica e guarda con maggior fiducia alla concorrenza, anche se lontana. l gol di Locatelli è stato bello e pesante, e il Toro. Il Toro non vince un derby casalingo dal 2015, Juric era privo di tanti importanti pedine, a cominciare dallo squalificato Djidji, per continuare con gli infortunati Pjaca, Belotti e Zaza. Per ragioni tecniche Allegri aveva tenuto in panchina Bonucci, Cuadrado e Bentancur mandando in campo dall’inizio Chiellini, Kean e McKennie. Il vecchio stadio comunale torinese, teatro di mille battaglie e di episodi storici del calcio, ha ospitato una battaglia inizialmente avvincente, poi non sempre tecnicamente pregevole. L’occasione fallita da Kean (maluccio) in diagonale ha fatto da prologo al derby. Subito dopo KcKennie ha sparato alta una palla su azione di Rabiot. Lo stesso “americano” ha poi mirato alle stelle dopo un rapido contropiede. La risposta del Toro più pericolosa è stata di Singo (alta) . Un’occasione di testa di Lukic ha fatto tremare i bianconeri.La partita è poi entrata in una nuvola grigia ed equilibrata che non ha destato entusiasmi: il Toro ha cercato il tiro prevalentemente da lontano, la Juve nemmeno quelli. Poi Mandragora ha chiamato in causa Szczesny. Anche la Juve, in contropiede con Chiesa e Kean, ha messo in difficoltà la difesa granata: la conclusione di Locatelli è stata deviata da Pobega. Con l’ingresso di Cuadrado, Chiesa è andato al centro e Bernardeschi si è spostato in avanti. Dopo un inizio nebuloso, nella ripresa, la Juve ha avuto una grande occasione con un colpo di testa di McKennie, salvato da Milinkovic. Poi è stato Cuadrado a impegnare i portiere granata. Un intervento di Pobega su Cuadrado ha fatto gridare al rigore i bianconeri, ma forse il colombiano ha “cercato” il fallo dell’avversario. Poi è stato McKennie a boriare da buona posizione, mentre Locatelli ha tirato alto un buon pallone. Ansaldi ha anticipato Chiesa al momento del tiro dopo un’incursione di Rabiot. Al 41’il bel gol di Locatelli su input di Chiesa dalla sinistra: tiro basso, forte a fil di palo sulla sinistra di Milinkovic. Poi Kulusevski ha colpito il palo, legittimando la vittoria bianconera.
«È un’emozione fantastica – ha detto Locatelli a fine partita – c’è un gruppo incredibile che mi ha accolto benissimo e nonostante ci siano grandi giocatori sono tutti umili. Abbiamo vinto il derby ed è un’emozione forte». Non c’era modo migliore per arrivare alla sosta del campionato: «In classifica dovevamo fare un altro passo avanti. Ci siamo riusciti. Ora abbiamo la sosta, dobbiamo ricaricare le pile e dobbiamo tornare con ancora più fame».
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