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L’Italia non smette più di vincere Colbrelli re nell’inferno della Roubaix

Il bresciano vince in volata un'edizione caratterizzata dal maltempo. Bravissimo anche Moscon, a lungo in testa e vittima di una caduta 

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Roubaix. Sotto una pioggia battente e con le strade piene di fango Sonny Colbrelli ha vinto la Parigi-Roubaix. Il ciclista italiano campione d’Europa, che partecipava per la prima volta a questa gara storica, ha trionfato battendo in uno sprint a tre il belga Florian Vermeersch e l’olandese Mathieu Van der Poel.

Per Colbrelli è un momento magico caratterizzato da una serie di successi: a giugno ha vinto il campionato italiano a Imola e a settembre il campionato europeo a Trento. Escludendo il tedesco Josef Fischer, che vinse nella primissima gara disputata nel 1896, prima di Colbrelli soltanto una volta un ciclista aveva vinto la Parigi-Roubaix alla prima partecipazione: il francese Jean Forestier, nel 1955. Si tratta quindi di un’impresa storica. «È uno dei miei sogni che si realizza. Il primo è il Giro delle Fiandre, il secondo è la Roubaix», ha detto Colbrelli ricoperto di fango. Sembra davvero non finire mai la bella estate azzurra, sconfinando in una stagione di fatica, fango e pavé. La classicissima del ciclismo, dalla Francia al Belgio, non vedeva primo al traguardo del velodromo di Roubaix un italiano da 22 anni: era il ’99, e quando Tafi colse l’ultimo successo azzurro, Colbrelli aveva solo 9 anni. E ieri si è preso una Parigi-Roubaix che ha sfoderato tutti i suoi fotogrammi da leggenda. Le schermaglie dei favoriti, la lunga fuga di Moscon, i pavé infangati e i rivoli che si coprono di terra bagnata, e poi la sfortuna sull’azzurro in testa da solo che prima buca e poi scivola, come anche le moto degli operatori tv. Un trio riprende Moscon, ci sono i belgi Van der Poel e Vermeersch, ma c’è anche Colbrelli, che vince contro i padroni di casa. E su Roubaix spunta persino il sole. Dopo l’Inghilterra, anche il Belgio comincerà a pensare che l’Italia sia la sua maledizione sportiva.

Sabato, nella prima edizione femminile, ha stravinto la britannica Lizzie Deignan, ex campionessa del mondo e paladina dei diritti delle donne arrivata al traguardo, dopo una fuga solitaria sulle strade fangose e i ciottoli micidiali, con le mani insanguinate per non aver usato i guanti per non perdere l’aderenza sul pavé. Il successo della ciclista britannica è stato accompagnato da quello dell’italiana Elisa Longo Borghini, terza dietro all’olandese Marianne Vos.

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