Gazzetta di Reggio

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wenger, L’EX TECNICO E FUNZIONARIO DELLA FIFA 

«Mondiale ogni due anni e calendario meno fitto»

Stefano Fiori

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LONDRA. Non vuole chiamarla rivoluzione, Arsene Wenger: di certo sarebbe una potente scossa tellurica per le liturgie del calcio. Tutte le componenti del pallone «concordano sul fatto che il calendario vada riformato, nessuno è contento dello status quo anche se ancora non si dice apertamente».

Le parole dell’ex allenatore francese dell’Arsenal, oggi responsabile della Fifa per lo sviluppo del calcio, comunque saranno oggetto di discussione.

«Raggruppare le qualificazioni in una o due finestre internazionali e lasciare per il resto della stagione i giocatori con i loro club: meno interruzioni dei campionati, meno viaggi per i giocatori. Ci sarebbero meno giorni per le nazionali durante l’anno, ma si creerebbe lo spazio per una grande competizione alla fine della stagione, Mondiale o Europeo. E poi un periodo di riposo obbligatorio di 25 giorni per i giocatori prima dell’inizio della nuova stagione. Io propongo di ripulire il calendario ed eliminare le partite che hanno perso significato. Un modo più moderno di organizzare il calcio».

Con la Superlega «c’è una differenza fondamentale: il mio obiettivo non è quello di creare un circolo chiuso ed esclusivo, ma di rendere il calcio più inclusivo, dando più opportunità a tutti i Paesi. Delle 211 federazioni, 133 non hanno mai partecipato a una Coppa del Mondo. Con edizioni più frequenti, avrebbero più possibilità».

Anche i calciatori sarebbero d’accordo, sottolinea: «Abbiamo consultato un certo numero di top player e so che i giocatori preferirebbero disputare più partite importanti, piuttosto che amichevoli. Quasi tutti i migliori poi giocano in Europa: sudamericani, africani, asiatici devono volare per oltre 300mila chilometri in quattro anni. I viaggi ripetuti, lo shock climatico, il jet lag, sono un peso enorme. La mia priorità sono i calciatori».

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