La logica da Colosseo Senza rispetto per i rivali e per l’eroe di Wembley
Abbiamo vinto d’Europeo, ma certi atteggiamenti dei tifosi non cambiano I milanisti non perdonano il portiere, “ beccato” per il passaggio al Psg
MILANO. Il nostro calcio non è guarito. Abbiamo vinto l’Europeo, ricostruito l’amore intorno alla nazionale ma il livello culturale e di educazione dei tifosi, o almeno di una parte di essi, resta sempre da terzo mondo del calcio, per non dire di peggio. È la logica da Colosseo, del pollice verso. Non ci sono giustificazioni per i fischi che hanno accompagnato l’inno spagnolo, davvero inaccettabili, un momento di grave imbarazzo per tutto lo sport italiano, non solo per la Federcalcio. Encomiabili gli azzurri, che schierati in mezzo al campo si sono accorti di quanto stava accadendo e hanno applaudito per dare il buon esempio, con il risultato che buona parte dei fischi sono stati silenziati. Ma la gaffe planetaria non ce l’ha tolta nessuno. Imperdonabili anche i fischi, e gli ululati, che buona parte del loggione del Meazza ha riservato a Gianluigi Donnarumma. San Siro non lo ha perdonato, propri quello che il portierone del Psg temeva: il suo vecchio stadio, i tifosi del Milan lo hanno ricoperto di fischi e di ululati al momento dell’ingresso in campo per il riscaldamento e poi hanno fatto anche di peggio, con i “buuu” ogni volta che Gigio toccava la palla. Situazione difficile sul piano psicologico per l’eroe di Wembley, che ha commesso errori non da lui. Il ragazzo aveva chiesto di mettere da parte la questione vista l’importanza della sfida con la nazionale iberica, e lo stesso presidente del Milan Scaroni aveva invitato a non fischiare, ma l’appello non è stato accolto dai supporter milanisti presenti allo stadio.
Non sono stati esposti striscioni, ma l’atmosfera era davvero pesante. Incomprensibile e imperdonabile, uno show di maleducazione. E pensare che tre mesi fa abbiamo vinto un Europeo.
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