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Tre gol in cinque gare 

L’esplosione di bomber Lanini «Gioca nella sua posizione»

W.M.
L’esplosione di bomber Lanini «Gioca nella sua posizione»

L’ex portiere granata Davide Facchin è stato compagno di Eric nel Como «Ha velocità, dribbling e tiro: ora le sue qualità vengono sfruttate»

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REGGIO EMILIA. «Non vedevo l’ora di segnare in questo stadio, sentire quel boato è sempre emozionante». Cosi’ Eric Lanini ha commentato la sua doppietta contro l’Olbia che l’ha portato a quota 3 gol in 5 partite. È lui l’uomo della provvidenza, che ha letteralmente cambiato il volto all’attacco granata. «Non avevo dubbi che Eric Lanini sarebbe esploso con la Reggiana dopo la buona stagione a Novara - commenta l’ex portiere granata Davide Facchin, suo compagno due anni fa al Como -. Si vedeva che aveva qualità e probabilmente è cresciuto ancora di più in autostima e fiducia nella stagione a Novara dove è stato utilizzato per quelle che sono le sue caratteristiche: Eric è una punta che ha velocità, dribbling e soprattutto tiro».

A Novara e oggi alla Reggiana Lanini ha trovato la sua vera dimensione. «In passato, anche a Como, non ha saputo invece sfruttare tutte le sue doti tecniche». Il portiere spiega perché Eric è un avversario molto insidioso. «I suoi tiri non sono mai “puliti” ma cambiano direzione all’improvviso. È il tiro cosiddetto alla “maledetta” che per noi portieri è un guaio».

L’aspetto umano e caratteriale ha sempre il suo peso. «Come tutti i giocatori deve sentire la fiducia dei compagni, del mister e dei tifosi. Adesso ha anche l’età giusta, perché è nel pieno della sua maturità tecnica. Ci ha messo un po’ di tempo ma a Novara ha fatto vedere ciò che valeva e con la Reggiana si sta confermando. Questa sua esplosione dipende molto anche dalla nuova posizione in campo: giocando più centrale e in profondità sfrutta appieno le sue qualità».

Davide Facchin continua a seguire con interesse la Reggiana e la C. «Sono molto amico di Mattia Marchi e in estate gli avevo detto che era la Reggiana la squadra più forte, come si sta dimostrando, altro che Modena o Pescara! Le tre vincenti dei gironi saranno Sudtirol, Reggiana e Bari. Ne sono certo. Ho avuto la fortuna di lavorare con Doriano Tosi quindici anni fa e so che il direttore i giocatori li conosce bene. Costruisce sempre squadre funzionali al progetto della società. Alla Reggiana non manca niente in termini tecnici e caratteriali».

L’ex granata si sofferma poi sulle qualità del tecnico. «Ho affrontato mille volte mister Diana come avversario e l’ho sempre ritenuto uno dei più bravi tecnici della categoria. Mi sono sempre stupito del perché nessuno si fosse accorto di lui, eppure col Renate ha fatto miracoli, con una squadra che possiamo definire modesta. Diana ha giocato per anni in serie A, è un tecnico che ha personalità e carattere. Come allenatore è stato sottovalutato. Il ds Tosi ha avuto il merito di sceglierlo perché Diana ha fatto bene per diversi anni ma nessuno ha mai avuto l’intuito o il coraggio di sceglierlo. Sono certo che l’ambiente granata lo esalta».

W.M.

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