Taibi promuove Diana: «Arriverà nella massima serie»
Il direttore sportivo della Reggina ha approfittato della sosta del campionato cadetto per assistere alla partita del Città del Tricolore
L’intervista
luigi cocconcelli
Massimo Taibi scommette su Aimo Diana. Il diesse della Reggina, con residenza a Rubiera, ha approfittato della sosta del campionato cadetto per fare un salto al Città del Tricolore. Anche per l’amicizia che lo lega al presidente granata Salerno. Di una cosa Taibi si dice sicuro. Diana ha davanti a sé anni di serie A, prima o poi ci arriverà e ci rimarrà a lungo, perché ha doti fondamentali: è bravo, idee chiare, conosce il calcio, ha fatto gavetta e questo aiuta, ma soprattutto sa leggere la partita. E con le sostituzioni la cambia. Lo ha fatto- sostiene Taibi- anche sabato. «Gli va dato atto, ha visto giusto, ha avuto il coraggio di togliere uno bravo come Zamparo e che nel serrate finale poteva essere utile nel gioco aereo per inserire uno piccolino come Neglia, non tutti lo avrebbero fatto e lui ci ha vinto la partita, perché con l’ex Fermana e Sorrentino ha dato velocità, vivacità, messo in difficoltà una buonissima squadra come l’ Olbia, organizzata e che partiva in contropiede».
Era la prima volta che Taibi vedeva dal “vivo” la Reggiana, che impressione ne ha tratto?
«La conferma di quel che mi aspettavo, di una squadra costruita benissimo da Doriano Tosi, pezzi giusti al posto giusto, solida, esperta, matura , che sa quel che vuole, che ha dalla sua tanta qualità collettiva ed individuale per fare male e che sa anche attendere il momento giusto».
La vittoria è arrivata nel finale, era già successo. Cosa vuol dire?
«Semplice, che è squadra forte, con piena consapevolezza del proprio valore, ho seguito in televisione la partita di Pescara, su un campo difficile, contro un avversario forte anche trovandosi in svantaggio non ha smarrito il filo, ha sempre dato la sensazione di poter e voler ribaltarla».
La panchina lunga quanto può incidere?
«Tanto. In ogni campionato avere tante soluzioni è determinante, puoi mettere dentro forze fresche senza perdere intensità , freschezza atletica e qualità, puoi cambiare assetto in corso d’opera secondo le esigenze che della gara, ancor di più se poi ha un allenatore che le azzecca quasi sempre».
Favorita numero uno per la vittoria finale?
«Ha tutto per arrivare sino in fondo in un campionato difficile, dove la concorrenza è agguerrita, Modena, Pescara hanno organici importanti, il Gubbio gioca bene, non sottovaluterei Ancona o Cesena, ma la Reggiana ha le carte in regola per centrare il bersaglio grosso”
Non corre il rischio, ad un certo punto, di dare un poco per scontato, di sottovalutare anche inconsciamente l’avversario?
«No, è squadra troppo esperta per cadere in questo errore, fosse giovane potresti starle addosso, vedere se pecca di presunzione o non regge la pressione, ma con gente come Cigarini, Rossi, altri che hanno fatto la B, un dirigente come Tosi è impensabile possa commettere uno sbaglio del genere».
Si è dato una spiegazione delle difficoltà che sta incontrando il Modena?
«Non l’ho mai visto per esprimere un giudizio, posso dire che ha cambiato tanto ed è naturale impieghi un poco di tempo per trovare l’amalgama, ma i giocatori li ha, la guida tecnica è in buone mani, quando ingrana non si fermerà più».
La morale per la Reggiana qual è?
«Continuare così, è davanti, 8 punti sul Modena non sono pochi, ma non deve mai mollare la presa».
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