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Gli allenatori in coro «La vera forza della Reggiana è nella mentalità»

Wainer Magnani

Il paragone di Foschi: «Ricorda la Juve dei 9 scudetti» E tutti rendono merito a Diana: «Bravo a gestire il gruppo»

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Wainer Magnani

REGGIO EMILIA. Dopo otto giornate di campionato la classifica indica la Reggiana solitaria in vetta con tre punti sul Cesena e quattro sull’Ancona.

Una classifica che vede in netto ritardo le squadre come Siena (-7), Modena (-8) per non palare di Pescara ed Entella che erano date per favorite alla vigilia del torneo.

Nei pronostici della vigilia la Reggiana era la quarta incomoda e del resto alla terza giornata era in ritardo di due punti su Pescara e Siena con l’Entella avanti di un punto, il che significa che non solo Rozzio e compagni hanno messo la freccia ma hanno allungato decisamente il passo su tutte.

NIENTE ANSIA

«La forza della Reggiana è la mentalità – spiega il tecnico Luciano Foschi – la convinzione che regna all’interno della squadra. I granata hanno la consapevolezza di chi sa che le partite le vince. È un po’ come la Juve degli scudetti: sapeva che bene o male le partite le portava a casa. Poi è logico che durante l’anno qualche match lo puoi sbagliare ma la Reggiana sa di essere forte e di saper vincere. È una squadra di valore nei cambi, nella qualità dei singoli, ma ritengo che sia forte soprattutto nella testa. Ci sta che non giochi bene un tempo ma poi alla fine metti l’avversario con le spalle al muro. Contro l’Olbia è stato così perché negli ultimi dieci, quindici minuti la Reggiana è stata devastante e ha meritato la vittoria. Poi c’è un altro aspetto che mi ha colpito: non ha l’ansia della vittoria. E l’ansia di dover vincere a tutti i costi ti porta a perdere o a sbagliare, come sta succedendo al Modena. E di questo va dato merito all’allenatore Diana, al suo staff e alla società che non stanno mettendo pressione alla squadra. Nell’ambiente forse queste aspettative ci sono, ma la società e lo staff tecnico sono bravi a togliere questa ansia da prestazione che spesso porta a errori grossolani che, guardacaso, finora la Reggiana non ha commesso. È, quella mostrata sin qui dai granata, una forza mentale straordinaria. Guardando la Reggiana non mi ha mai dato la sensazione di poter perdere la partita perché non concede errori agli avversari. Io ho visto tutte le squadre del girone tranne il Grosseto ma devo ammettere che la Reggiana dà dieci punti a tutti, anche se ne basterà uno in più per vincere il campionato».

Anche Maurizio Domizzi, ex allenatore della Fermana, era sabato allo stadio. «Ho avuto la conferma di ciò che pensavo dall’inizio, oltre a tanti fattori vedi la rosa ampia e la qualità dei giocatori, ci sono due aspetti importanti che depongono a favore della Reggiana. Il primo è la mentalità del gruppo che deriva dallo zoccolo duro di giocatori che due anni fa è andato in serie B e che sono ancora presenti e incidono nella gestione del gruppo. L’altro aspetto è l’alchimia che si respira: un perfetto connubio tra tifosi, stampa, squadra. Un ambiente ideale per vincere i campionati. L’avversario da temere? Non ho visto il Pescara ma credo ancora in Siena e Modena, il Cesena è meglio dell’Ancona che non so se tiene il passo. Ma la Reggiana è la mia favorita in assoluto».

INNESTI DECISIVI

«La Reggiana era già di assoluto valore alla vigilia del campionato – spiega Roberto Cevoli, erede di Diana al Renate – con l’arrivo di Lanini, Anastasio e Cigarini si è messa su di un piedistallo. Ciò che “ammazza” l’avversario sono i cambi che sono di pari livello agli undici scesi in campo. Diciamo che le riserve della Reggiana giocherebbero in molte squadre di serie B. Oggi le partite si giocano e si vincono con i cambi e non è un caso se con l’Olbia ha sbloccato la partita nel finale, cosi’ come era successo a Pescara e anche con la Carrarese con un secondo tempo devastante. Può succedere di passare in vantaggio nel primo tempo, vedi Montevarchi e Pistoiese ma la forza della Reggiana consiste nel sapere che può vincere anche al novantesimo in virtù della forza del gruppo e dei singoli. È logico che siamo solo all’ottava di andata e tutto può ancora succedere ma se non ci saranno imprevisti, la Reggiana è destinata ad allungare il passo».

«L’idea che mi sono fatto – spiega Gianmarco Remondina – è di una Reggiana favorita per la serie B perché ha mantenuto l’ossatura dello scorso anno e questo è importante quando una squadra che ha fatto la serie B scende di categoria. È sicuramente avvantaggiata, poi è logico che incidono i giocatori di valore e di categoria che ha inserito in organico. Per questo sono certo che la Reggiana sarà la assoluta protagonista del girone. Le altre le vedo in netta difficoltà, come ad esempio ho visto il Siena che non penso possa lottare per il vertice. Fa fatica anche il Modena, solo i granata hanno mantenuto le aspettative e sono contento per Guglielmotti che ho avuto a Pistoia. Un esterno che ha un passo esagerato e che meriterebbe di giocare in serie B. Il mister Aimo Diana lo conosco bene, l’ho seguito anche se non ci siamo mai affrontati. È stato bravo nella gestione del gruppo e nel mantenere inizialmente l’idea di gioco dello scorso anno poi aggiungendo gradatamente quelle che sono le sue idee di gioco».

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