De Silvestro ritrova la Reggiana «Abbiamo bisogno di far punti»
Luigi Cocconcelli
REGGIO EMILIA. Difficile trovare un giocatore che sia passato, anche per poco, da Reggio e dalla Reggiana e che non conservi buoni, se non eccellenti, ricordi di quel’esperienza.
Non fa eccezione Elio De Silvestro, uno dei due ex in campo sabato pomeriggio.
L’ altro è , sponda granata, Lorenzo Libutti. Stando alle parole di Diana nel dopo partita con l’ Olbia, non è escluso che il terzino ritrovi proprio in Maremma una maglia da titolare. Torniamo a De Silvestro, prossimo alla laurea in scienze politiche.
Alla Reggiana arrivò in prestito dalla Juventus nella stagione 2013-2014, presidenza Barilli, allenatore Battistini, poi rimpiazzato da Marcello Montanari. Totalizzò 27 presenze e 5 reti, in fatto di segnature ha fatto meglio, con 8, solo nel campionato 18-19 quando vestiva la maglia del Gubbio.
«Personalmente – dice l’attaccante— per me fu una stagione molto positiva, meno per la squadra che non raggiunse l’obiettivo prefisso, era un campionato senza retrocessioni, molte ne approfittarono per costruire rose in economia, si sperava in un posto nei play-off o per lo meno di rimanere attaccati a quel carro, invece finimmo in retrovia, quattordicesimi se non sbaglio, ma mi sono trovato bene nella città e nel rapporto con compagni e dirigenza».
L’anno successivo la Juve la “dirotta” in prestito al Carpi, poi che succede?
«Succede che faccio una scelta che, con il senno di poi rimane il più grosso errore della mia carriera: decide di strappare un triennale con la casa madre bianconera per tentare l’avventura in B con il Lanciano. Che, però, fallì».
Dopo varie esperienze e non confermato dal Gubbio, da settembre è al Grosseto.
«A seconda delle esigenze gioco seconda punta o trequartista. Abbiamo bisogno di punti, sappiamo che per noi sarà una partita tosta, difficile, la Reggiana è forte , completa in ogni reparto, ha dalla sua esperienza, qualità tecniche ed entusiasmo, cercheremo di vendere cara la pelle».
Ci inquadra il Grosseto?
«Siamo una squadra giovane, che per questo a volte pecca di inesperienza, ma che sa giocare a calcio, l’allenatore ci ha dato un’impronta precisa, il campionato scorso ha centrato i playoff, sento in giro che si vorrebbe ripetere l’impresa, ma prima di tutto dobbiamo pensare a salvarci».
Solo 4 reti all’attivo, per di più ad opera di centrocampisti, è quello, la fase realizzativa, il vostro tallone d’Achilille?
«In effetti costruiamo molto, ma raccogliamo poco, un poco per sfortuna, già colpiti 4 tra pali e traverse, un poco per imprecisione nostra, sicuramente lì dobbiamo migliorare, anche se farlo contro la miglior difesa del torneo non sarà facile farlo da subito».
Mai affrontata da avversario la Reggiana?
«Sì, due anni fa , a Reggio con il Gubbio. Finì , se non ricordo male, in parità, si va sempre in campo per vincere ma dati i valori a me andrebbe bene un punticino anche sabato, ma non ditelo a Magrini, lui il pareggio lo accetta solo quando si rende conto che non può fare bottino pieno ».
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