Gazzetta di Reggio

Sport

il ko all’unipol arena 

Unahotels troppo fragile sotto le tabelle

Adriano Arati

Trento ha dominato a rimbalzo: i biancorossi in sofferenza davanti all’atletismo dei bianconeri di Molin

3 MINUTI DI LETTURA





Adriano Arati

reggio emilia. Doveva arrivare, un brusco colpo, ed è arrivato.

Dopo un periodo segnato da gare di grande fluidità offensiva e intensità costante, anche nelle sconfitte come a Sassari, con Trento la Unahotels ha segnato un giro a vuoto, apparendo per assurdo come la squadra che ci si aspettava in avvio: una formazione attenta alla difesa, concentrata, tattica ma senza tantissimi punti nelle mani.

Il fattore energia sicuramente ha inciso, al terzo match filato la fatica si è sentita qua e là e l’assenza di Thompson non ha aiutato restringendo le rotazioni degli esterni, tanto che Caja, nell’assalto finale, ha puntato sulla grinta del più fresco di tutti, Bonacini.

L’aspetto più positivo riguarda senza dubbio la capacità di non mollare. Dopo un primo tempo difficile e con una Trento brava a replicare di forza a ogni tentativo di rimonta, la Unahotels non si è mai arresa, ha continuato a giocare sino al 40’ cambiando quintetti e assetti e si è ritrovata pure in mano la palla per riaprire tutto nell’ultimo minuto: il recupero di Strautins sulla rimessa di Saunders sul 72-78 ha portato a una tripla rapida di Crawford, forzata ma neppure impossibile, che se fosse entrata avrebbe rimesso tutto in discussione.

Se Reggio è arrivata sino a quel punto, molto si deve a quello che è già palesemente la guida tecnica della squadra, Andrea Cinciarini.

Il play pesarese ha regalato un’altra doppia doppia, punti e assist, e ha cercato di tenere insieme una squadra vicina a sfilacciarsi contro le giocate di Trento. Chiude con 5/13 al tiro, certo, ma già il numero di tentativi racconta la buona lettura, in una sera in cui segnare era difficile ha capito di dover accelerare. Certo, in prospettiva, chiedergli 36’ non è il massimo.

Altre due conferme sono Hopkins e Olisevicius.

Contro gente forte e atletica, hanno patito dietro ma hanno garantito punti variando le soluzioni, pur patendo nell’altra metà campo. Per questa Unahotels, in giornate in cui non può correre, è oro colato.

A condannare Reggio, se si guardano i numeri, è la differenza a rimbalzo. Per la prima volta in campionato i biancorossi hanno perso il confronto diretto, le percentuali più basse hanno aumentato il numero dei palloni vaganti e l’atletismo di Trento ha fatto la differenza, soprattutto a rimbalzo d’attacco. La Dolomiti Energia ha avuto parecchie opportunità in più di segnare e le ha sfruttate.

Il motivo? Reggio non è partita probabilmente con il gas al massimo, ma va anche sottolineata la pura superiorità fisica dei rivali. Saunders, Caroline, Williams e pure Reynolds hanno muscoli, forza ed elevazione e hanno sfruttato le loro doti contro una formazione che non fa certo della potenza la propria dote migliore. Il coach Caja aveva avvisato alla vigilia, Trento ha saputo imporre il suo stile di gioco, i lunghi reggiani hanno faticato sempre a tenere i pariruolo e la necessità di usare il quintetto leggero per aprire il campo non ha aiutato.

La sofferenza si è riverberata sull’intero sistemo offensivo. Il 7/19 da tre non è eccezionale ma comunque dignitoso (almeno dieci formazioni di serie A tirano sotto al 37% di giornata biancorosso), ma senza possibilità di accelerare e con difensori che tenevano gli uno contro uno i limiti sono venuti fuori. Candi e Crawford, sinora sempre efficacissimi, hanno entrambi sbagliato gara e a quel punto i 90 punti di media dell’avvio di stagione erano un miraggio, neppur ben distinto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google