Reggio Calcio, fucina di talenti «Ma non vendiamo illusioni»
In questi anni la società della Canalina ha permesso a tanti giovani reggiani di tentare l’avventura verso il mondo del calcio professionistico
Lorenzo Chierici
REGGIO EMILIA. Negli ultimi 5 anni circa 100 ragazzi della Reggio Calcio hanno preso il volo verso società professionistiche e 63 di essi stanno ancora giocando a quei livelli: 27 sono finiti alla Reggiana, 21 al Sassuolo, 8 al Modena, 3 al Parma, 1 al Bologna, 1 al Pisa, 1 all’Olbia e 1 al Werder Brema.
Di questi 100 talenti una quarantina, dopo aver assaggiato il professionismo, sono invece rientrati tra i dilettanti.
BABY CON LA VALIGIA
Malgrado la sospensione per Covid della scorsa stagione, nell’ultimo mercato estivo, ben 16 ragazzi sono stati proiettati tra i big, come i centrocampisti Thomas Campani e Luca Barozzi (2012) al Sassuolo, assieme all’esterno Alessandro Rocco (2011), al forte centrocampista Tommaso Linari (2010) e al portiere Mathias Popa (2009). Youssef Boutraba (2009), attaccante di belle speranze ha invece scelto Modena, mentre l’altro gioiellino, il centrocampista Alan Ugolotti (2008), cresciuto nel vivaio della Reggio Calcio, dopo una stagione alla Reggiana è andato al Bologna.
Mario Guadalupi, portiere del 2005, già nel giro della Nazionale under 17 della Lega nazionale dilettanti, è stato tesserato anch’egli dal Modena, assieme al difensore Davide Terni e all’attaccante Matteo Foroni, entrambi nati nel 2004, che raggiungono in Primavera Mammi, Bocedi e Falavigna, quest’ultimo neo terzo portiere in Serie C, trasferiti oltre Secchia l’anno scorso. Tra i più piccoli, fanno parte dei 16 i 2013 Ueis Shtrezi (Reggiana), Matteo Gallo (Parma), oltre ai fratelli Gabriel e Daniel Yeboah (Sassuolo). A questo blocco vanno aggiunti Gabriele Piccinini, classe 2001, cresciuto nel vivaio della Reggio Calcio, che quest’anno ha esordito nel Pisa in Serie B e Alex Formentini, da sempre alla Reggio Calcio, l’anno scorso al Progetto Intesa, approdato alla Reggiana.
Fausto Vezzani, direttore tecnico della Reggio Calcio, è entusiasta: «Questi 63 giocatori, ancora oggi, giocano nei professionisti. Mi stupiscono invece i 16 ceduti nei mesi scorsi, malgrado lo stop della stagione per Covid, un dato che conferma la qualità del nostro lavoro a lungo raggio. Chi sfonderà dei 16? Spero tutti, ma scommetterei su Ugolotti, un 2008 dotato di mezzi tecnici e fisici importanti, approdato al Bologna».
NO BACCHETTA MAGICA
Poi Mehdi Russo, tecnico e membro del Consiglio direttivo della società aggiunge: «La Reggio Calcio non ha la bacchetta magica: sui 100 ragazzi “promossi" nei professionisti, poco meno di 40 sono rientrati nei dilettanti, ma ognuno di essi gioca ancora a ottimi livelli. Alex Campani (2008), ad esempio, è tornato dalla Reggiana, così come il 2007 Lorenzo Naccarato; lo stesso percorso lo ha fatto il 2006 Nicolò Bonacini, prima approdato al Sassuolo, poi alla Reggiana e di nuovo da noi, oggi in prestito al Chiozza. Altri si stanno invece rilanciando tra nelle prime squadre dei dilettanti, come Giuseppe Iaquinta, figlio di Vincenzo, ex campione del Mondo con la Nazionale nel 2006, approdato alla Reggiana, ora in Eccellenza al Felino, oppure Vecchi, terzino sinistro del 2000, andato al Parma, poi sceso all’Adriese e ora al Borgo San Donnino in Serie D. Matteo Foroni è invece ripartito: ceduto alla Reggiana, è tornato da noi per 4 anni, ma ora è andato al Modena, così come Davide Terni (2004)».
«Abbiamo 550 ragazzi e solo alcuni sviluppano le potenzialità per arrivare in alto – specifica il vice presidente della Reggio Calcio, Cosimo Fiorentino – Il nostro compito è proprio quello: valorizzare al massimo le doti di chiunque, permettendo ai migliori di cullare un sogno che, a volte, può diventare realtà».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google