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La Russia porta bene ma la Unahotels deve temere l’assalto dell’Avtodor

Adriano Arati
La Russia porta bene ma la Unahotels deve temere l’assalto dell’Avtodor

Sakic e compagni stanno giocando tutta l’andata in casa Biancorossi in campo per la quarta volta in dieci giorni

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Adriano Arati

REGGIO EMILIA. Prove tecniche di resistenza. Questo pomeriggio a Saratov, nella zona del basso Volga in Russia, la Unahotels torna in campo per la quarta volta in dieci giorni, impegnata nella prima trasferta del girone di qualificazione Fiba Europe Cup.

Di fronte, i padroni di casa dell’Avtodor che, proprio come i biancorossi, hanno esordito la settimana scorsa con una netta vittoria interna. Un impegno complesso per il valore e la fisicità degli avversari e per la stanchezza accumulata in un viaggio già di suo lungo, e poi reso ancora più complesso da un inconveniente. I reggiani sono arrivati a Mosca nel pomeriggio di lunedì e sono rimasti fermi per quasi otto ore nell’aeroporto della capitale russa a causa di un guasto dell’aereo che avrebbe dovuto portarli sino a Saratov. Il gruppo Unahotels è arrivato quindi nella città sul Volga solo alle prime ore di martedì, in tempo per un breve riposo prima dell’allenamento pomeridiano alla Kristall Arena dove oggi pomeriggio, alle 17 italiane e 19 locali, verrà alzata la palla a due.

Una tirata non da ridere, che rimanda ad un’altra avventura biancorossa in Russia, alla trasferta di Samara in Eurochallenge che regalò alla Grissin Bon la qualificazione alle Final Four poi vinte a Bologna. Sempre a Mosca, scalo obbligato per molti viaggi in zona, a causa di un’incomprensione Riccardo Cervi venne fatto scendere dall’aereo diretto a Samara, due poliziotti lo prelevarono di peso e il centro dovette rimanere in aeroporto diverse ore assieme all’attuale direttore sportivo Filippo Barozzi. Fra i presenti, anche Andrea Cinciarini, pure a lui saranno tornati alla memoria quei momenti convulsi, in cui neppure l’intervento di Kaukenas in lingua russa servì a scongiurare il blocco. Dopo, arrivarono vittoria e passaggio del turno, la ricorrenza magari porterà bene. Oltre che alle contingenze da trasferta, in casa Unahotels si guarda anche all’infermeria. Steven Thompson è della comitiva, il suo recupero dal guaio muscolare al polpaccio sinistro è ormai concluso, lo staff tecnico e i sanitari valuteranno questa mattina se impiegare la guardia Usa nel match.

Sarà l’ultimo collaudo quello decisivo, certo la decisione di aggregarlo fa ben sperare per un rientro sicuro domenica a Varese, quantomeno. Ci sarà bisogno dell’aiuto di tutti, questo è certo, contro una formazione tosta, di grande fisicità e con tanti buoni realizzatori, veterani esperti come le guardie Chery, Johnson e Scrubb e il lungo Sakic sanno far male e sfruttare la propria forza. Al debutto, hanno liquidato senza grandi problemi il Saragozza per 100-80, per questioni logistiche Saratov giocherà per prime tutte e tre le partite interne. Reggio dovrà reggere l’urto iniziale e sfruttare la propria organizzazione e la propria pericolosità perimetrale. «Sappiamo – commenta alla vigilia il capitano biancorosso Leo Candi – che affrontiamo un avversario solido ed esperto, che è insidioso soprattutto davanti al proprio pubblico: lo ha dimostrato con una grande vittoria all’esordio contro Saragozza. Dal canto nostro però vogliamo proseguire al meglio il nostro cammino europeo, bissare il successo di mercoledì scorso contro l’Hapoel ci permetterebbe già di fare un passo in avanti importante nel girone. Siamo pronti e motivati, faremo di tutto per portare a casa i due punti».

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